Te lo dico in rima

IL CORAGGIO DELLE DONNE

Sono coraggiose le donne,
ci costa caro, ma bisogna ammetterlo.
La fragilità? Solo uno stato culturale,
più che un dato biologico.
Sono forti e coraggiose, le donne.
Quando scelgono la solitudine,
rinunciando a un falso amore,
smascherandone la superficialità.
Sono coraggiose le donne, quando
crescono i figli senza l’aiuto di nessuno,
rivalutando l’ancestrale primato,
quello di essere mamme.
Hanno il coraggio di non chiedere
a uomini che sono anche padri,
la loro presenza, puntualmente assente.
Uomini che rifuggono le proprie responsabilità,
trincerandosi in comodi ruoli o paraventi
infantili di adulti mai cresciuti.
Sono forti e coraggiose, le donne,
quando a discapito di tutto e di tutti
scelgono i propri compagni; costruendo solide storie
spendendo patrimoni sentimentali, contro la morale comune.
Sono forti e coraggiose, le donne, quando sopportano,
violenze di ogni tipo, per salvaguardare quello che resta di famiglie,
che non son più tali
sono la speranza del mondo, le donne, in qualsiasi
circostanza continuano a far nascere uomini,
che poi le tradiranno.

Bruno Esposito

 

IL CORAGGIO DELLE DONNE

Il 25 novembre del 1960 le tre sorelle Mirabel furono massacrate e assassinate da agenti militari per essersi ribellate al regime del dittatore domenicano Rafael Leonidas Trujillo.

Nel 1999 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne designando il 25 novembre come data della ricorrenza, onorando la memoria delle sorelle Mirabel, ingiustamente condannate ad una morte sessista e violenta, perché decisero di alzare la testa dopo anni di soprusi.

La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ha l’obiettivo di sensibilizzare e di porre l’attenzione sui delitti di genere e su tutte quelle violenze, non solo fisiche, subite da esseri umani colpevoli di essere donne. Ma basta davvero una ricorrenza annuale a sensibilizzare su un crimine oggigiorno cosi diffuso? Negli ultimi anni si sono diffusi molti centri e associazioni antiviolenza che oltre a sensibilizzare la popolazione sulle questioni di genere, si occupano di accogliere e di supportare le vittime, ma questo non ha posto un freno al numero di delitti di genere, ai quali assistiamo quasi ogni giorno.

I femminicidi di cui abbiamo notizia sono solo una parte delle ricorrenti violenze perpetuate ai danni delle donne, poiché la maggior parte delle violenze si consumano e rimangono tra le mura domestiche e queste sono forse le più dure da accettare e da denunciare, ma anche le più logoranti. Prendere coscienza di quanto accade, non continuare ad accettare o a trovare giustificazioni inesistenti di fronte ai maltrattamenti è un atto che a molte donne non riesce facile, per via di una comprensibile paura o per via di un’ ingiustificata vergogna.

La poesia “Il coraggio delle donne”, scritta in versi liberi e con un linguaggio comune e familiare, ricco di similitudini e contrasti, da un artista emergente di origini napoletane, Bruno Esposito, tiene viva l’attenzione su quello che tutte le donne dovrebbero tener ben presente e che spesso sfugge loro: il coraggio. Il tema principale della poesia è infatti proprio il coraggio analizzato in tutte le sue forme e le sue manifestazioni: dal coraggio delle donno che dicono no smascherando le superficialità di falsi amori, al coraggio di quelle che sopportano e subiscono” per salvaguardare famiglie che non sono più tali”, perché pur sempre di coraggio si tratta. A stupire è il fatto che la poesia è scritta da un uomo che non esita a condannare una condotta maschile “di comodi ruoli e paraventi infantili”, sintomo questo di un piccolo cambiamento di rotta anche da parte del cosiddetto sesso forte, quel genere che per troppo tempo si è autodefinito padre-padrone e che ha fatto e continua a far danni in nome di una morale antica come il mondo.

Le campagne di sensibilizzazione e i centri antiviolenza stanno giocando un gran ruolo verso la difesa e la tutela delle donne vittime di abusi, ma si arriverà ad un cambiamento radicale, ad una vera rivoluzione, solo quando cambierà la mente e il cuore dell’ uomo, quando ci si renderà conto che uomini e donne sono uguali e non c’è un più forte e un più debole tra i due sessi, quando non ci sorprenderà più la notizia che una donna è diventata sindaca e quando non si dovrà neppure più porre una questione sul fatto se sia giusto dire minista o ministro, sindaca o sindaco. “Son la speranza del mondo le donne” e non solo perché “continuano a far nascere uomini che poi le tradiranno”, ma anche perché collaborano e vivono in un mondo fatto ancora da uomini che hanno il coraggio di cambiare.

Laura Pompilio

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