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gli
altri articoli di febbraio 2002
LE
IMMAGINI DEI REPERTI
VAI
ALLA VICENDA CAPITOL
11/02/2004
Più
trasparenza negli scavi archeologici»,
in duecento marciano contro il Comune
di PAOLO CARNEVALE
Una marcia di protesta, con circa duecento
persone, in gran parte studenti, partite
dalla stazione ferroviaria, fino ad arrivare
al municipio cittadino,e ad intervenire
nel consiglio comunale che in quel momento
si stava svolgendo, e che ha approvato
ufficialmente il piano traffico atteso
da anni in città. È la cronaca
della manifestazione che ieri mattina
si è tenuta a Sora per protestare
contro la vicenda degli scavi archeologici
che da mesi tiene banco in città.
La marcia è stata organizzata dal
comitato "SOS Serapide" costituto
in gran parte dalla sinistra locale giovanile
e non. La questione fa riferimento alla
scoperta, qualche mese fa, presso la zona
dell'ospedale vecchio della città,
di una serie di reperti archeologici.
Sul ritrovamento dei reperti e sulle modalità
delle operazioni da tempo ci sono però
polemiche e lamenti per la segretezza
con la quale le stesse operazioni vengono
svolte, visto che la zona è transennata,
senza possibilità per nessuno di
vedere alcunché. Tutto questo appunto
ieri è stato oggetto della marcia
di protesta. La manifestazione è
partita alle 9, ed è arrivata prima
davanti al cantiere con i lavori in corso,
e poi al Comune dove si stava svolgendo
nelle stesse ore il consiglio comunale.
Una delegazione è stata ammessa
poi ai lavori. "Abbiamo fatto delle
domande, abbiamo chiesto se la ditta che
sta portando avanti i lavori avesse tutti
i permessi- ha detto Giuseppe Di Pede,
responsabile della sinistra giovanile
a Sora-. In più, abbiamo ottenuto
dal sindaco formale assicurazione per
lo svolgimento, a breve, di un consiglio
comunale ad hoc nel quale la vicenda verrà
discussa". Finale thrilling con una
inquietante accusa lanciata verso ignoti:
"Uno dei nostri compagni -ha concluso
Di Pede- che da anni segue la vicenda,
ha ricevuto nei giorni scorsi pesanti
minacce telefoniche. Perchè? perché?
Quali interessi si stanno toccando riguardo
a questa vicenda?"
Getta aqcaua sul fuoco il sindaco Ganino:
"Abbiamo agito con la massima trasparenza,
contattando le Belle arti e facendo una
gara regolarissima per appaltare i lavori
di scavo. Credo che questi giovani siano
stati strumentalizzati- ha concluso il
sindaco- da parte di chi non sa nemmeno
di cosa stiamo parlando".
28/05/2001
Sora
/ Trabeazione abusiva in località
San Giorgio
di
Gilberto Farina nostro
servizio 
Una trabeazione della lunghezza di circa
una decina di metri, è stata rinvenuta
nei giorni scorsi da alcuni giovani esploratori
del luogo in località San Giorgio
nei pressi della via Selva. Si tratta
di un elemento orizzontale che, negli
antichi ordini architettonici era sostenuto
da pilastri, colonne e piedritti. Il punto
interrogativo resta uno e soltanto uno:
come mai la trabeazione è stata
sezionata in quattro o cinque blocchi
e perché è stata depositata
nei pressi di un abituro abbandonato vicino
ad una proprietà privata? Si tratta,
in effetti di un vero e proprio scempio,
se si considera che il fregio è
stato ritenuto da alcuni cultori dell'archeologia,
quale elemento di un tempio pagano. Intanto,
è stata di già avvertita
la Soprintendenza dei beni culturali e
l'assessorato alla cultura del comune
di Sora, ed essi stanno provvedendo ad
agire nella maniera più idonea.
24/09/2001
Scoperti resti di una tomba romana
di
CIRO ALTOBELLI
SORA-
«Quelli che adesso appaiono come un inutile
ammasso di pietre potrebbero essere i
resti di una tomba antichissima, risalente
al periodo preromano». Questa l'importante
segnalazione di un lettore appassionato
di tutto ciò che riguarda l'archeologia
o, comunque, di ritrovamenti legati ad
epoche lontane che ci ha mostrato anche
una foto che in effetti sembra avvalorare
la sua tesi. Ma ovviamente in questi casi
è opportuno che la segnalazione venga
verificata con scrupolo ed attenzione
e se effettivamente le pietre risalissero
a migliaia di anni fa, si renderebbero
necessarie accurate ricerche. Scoprire
il luogo del ritrovamento potrebbe servire
ad accertare la presenza nelle vicinanze
di altri reperti di rilievo mentre accertare
la data del ritrovamento potrebbe servire
a far luce sulla vicenda, in quanto sembra
che le pietre si trovino già da diverso
tempo su un terreno (privato?) nella zona
di San Giuliano, alla periferia di Sora.
Nella nostra città negli ultimi anni sono
state tante le voci su ritrovamenti archeologici
ma il più delle volte non si è saputo
più niente oppure, come nel caso dei ritrovamento
di una antica pavimentazione in ciottoli
in Piazza Santa Restituta, le scoperte
sono state giudicate senza importanza
e definivamente ricoperte di cemento.
27/09/2001
Attentato al
patrimonio archeologico
SORA La scorsa notte alcuni individui avrebbero abbandonato
nei pressi dell’ex carcere i resti di un
antico tempio pagano
SORA- Un
attentato al patrimonio archeologico,
uno schiaffo alle prospettive di sviluppo
turistico, uno scempio della memoria storica
della città di Sora. Così potrebbe essere
definito il gravissimo atto di scelleratezza
che ha portato alcuni individui ad abbandonare,
la notte scorsa, i resti di quello che
probabilmente era un tempio pagano risalente
all'epoca romana, nel piazzale adiacente
l'ex carcere mandamentale di Sora, oggi
adibito a deposito comunale.
E sono stati proprio alcuni dipendenti
comunali che ieri mattina, recandosi sul
posto di lavoro, si sono accorti della
presenza di una decina di grosse pietre
lavorate, scaricate senza nessuna cura
(alcune hanno subito gravi ed evidenti
danni) nel corso della notte precedente.
Immediatamente si sono resi conto dell'importanza
del ritrovamento ed hanno avvertito i
loro superiori e gli assessori comunali
che, a loro volta, hanno interessato la
Procura della Repubblica di Cassino. Il
sostituto procuratore dott. Carlo Morra
ha dato disposizioni al personale della
Polizia Municipale di Sora affinché l'intera
area venisse posta sotto sequestro e venissero
scattate foto per documentare l'accaduto.
Sul posto, per puro caso, si è trovato
anche un ispettore della Sovrintendenza
ai Beni Archeologici del Lazio che, ad
un primo esame dei reperti, ha giudicato
il ritrovamento «di notevole importanza
visto che ci possiamo trovare di fronte
ad un tempio di notevoli dimensioni risalente
all'epoca romana o addirittura pre-romana.
Una eventualità del genere non ci dovrebbe
sorprendere più di tanto in quanto a Sora
sono venuti alla luce già due edifici
sacri pagani, al di sotto e nel retro
della Cattedrale». Ma quel che ha sorpreso
di più il funzionario della Sovrintendenza
sono state, ovviamente, le assurde modalità
del ritrovamento, per accertare le quali
sono stati avvertite anche le forze dell'ordine.
Un episodio giudicato da tutti gravissimo.
"E' davvero incredibile ? è il commento
di molti cittadini presenti - che accadano
cose del genere". Ma ora, dopo la sorpresa
iniziale è il tempo di porsi quesiti inquietanti.
Da dove sono venuti fuori questi reperti?
Chi aveva timore di farli trovare nel
luogo dell'iniziale ritrovamento? Chi
ha trasportato quelle pietre in quel piazzale
e perché? Tante domande a cui gli inquirenti
cercheranno di dare risposta. Intanto
in città è iniziata a circolare una notizia
che, se confermata, finirebbe di tingere
di giallo l'intera faccenda. Le pietre
ritrovate ieri potrebbero essere le stesse
che qualche mese fa, qualcuno ha notato
in località San Giorgio, poi misteriosamente
scomparse non appena la notizia, apparsa
anche su un sito internet, era cominciata
a circolare. Ma in quell'occasione erano
stati informati gli enti preposti? Se
sì perché non si è intervenuto subito?
E' tutto davvero incredibile, forse ne
sapremo di più nei prossimi giorni.
28/09/2001
Tempio fatto
a pezzi, mistero
SORA Sopralluogo
da parte del responsabile alla Sovrintendenza
ai Beni Archeologici
di
CIRO ALTOBELLI
SORA - Si
infittisce il mistero intorno al ritrovamento
di resti di un antico tempio risalente
all’epoca romana, abbandonati nei pressi
dell’ex carcere manadamentale di Sora,
in località Santa Rosalia. Nel frattempo,
considerata l’estrema importanza dei reperti
rinvenuti, già ieri è stato effettuato
un sopralluogo sul posto da parte del
responsabile provinciale della Sovrintendenza
ai Beni Archeologici e Culturali per il
Lazio dott.ssa Gatti, coadiuvata dall’ispettore
Chiappini.
Sull’enigmatico ritrovamento, intanto,
si fanno sempre più insistenti le voci
dell’esistenza di fotografie, risalenti
allo scorso maggio, che proverebbero la
presenza ( a quel tempo) delle misteriose
pietre in località San Giorgio, alla periferia
di Sora.
Resti così importanti «a spasso» per la
città di Sora da qualche mese senza che
fossero state interessate la Sovrintendenza
ai Beni Archeologici e le Forze dell’Ordine?
Sembra proprio di si. Ma c’è di più. Secondo
i soliti bene informati anche qualche
amministratore era stato messo a conoscenza
del ritrovamento a San Giorgio dei preziosi
resti. Ma non è tutto.
Ad avvalorare le ipotesi vi è la conferma
della segnalazione del ritrovamento dei
reperti, apparsa su un sito internet il
28 maggio scorso, nella quale sono indicati
elementi molto interessanti per gli inquirenti
che intendono scoprire chi sapeva e chi
ha taciuto.
Ma senza dubbio è un altro l’aspetto su
cui sono puntate le attenzioni degli esperti.
Scoprire cioè il luogo dove sono state
sepolte per centinaia di anni quelle splendide
pietre lavorate. Scoprire cioè il sito
di origine che potrebbe ancora nascondere
tesori archeologici di inestimabile valore.
I sorani un’idea, i verità, se la sono
già fatta, in considerazione delle dimensioni
dei reperti che presuppongono scavi di
notevoli dimensioni. I responsabili intanto
non dormiranno sonni tranquilli poiché
questa volta hanno davvero esagerato.
Una vicenda, questa, che, certamente,
fa già molto discutere e, quindi, destinata
a non concludersi qui. Sicuramente, in
un futuro molto immediato, vi saranno
degli sviluppi.
11/10/2001
di
CIRO ALTOBELLI
SORA - Reperti archeologici, provincia del
Basso Lazio, pista ciclabile, traffico e
sicurezza stradale, manutenzione delle strade.
Tanti ed importantissimi i temi oggetto
della maxi-interrogazione presentata al
sindaco Francesco Ganino dal consigliere
comunale Mario Cioffi, capogruppo della
lista civica Città Unita/Casa delle
Libertà. Per quel che riguarda l'argomento
di stretta attualità, e cioè
le misteriose modalità con le
quali sono stati fatti rinvenire in località
Santa Rosalia i resti di quel che sembra
essere un antico tempio pagano, l'avv. Cioffi
"tralasciando ogni ulteriore commento
sul non troppo edificante ping-pong tra
assessore e dirigente, si chiede da quanto
tempo codesta Amministrazione abbia conoscenza
del circolare di foto inerenti i reperti;
quali le iniziative assunte e da assumere
a tutela di un patrimonio con ogni verosimiglianza
di inestimabile valore". Ma anche il
"mancato coinvolgimento del Consiglio
comunale nel dibattito sull'istituzione
della provincia del Basso Lazio" non
ha soddisfatto il consigliere di opposizione
che non comprende "le ragioni per cui
la S.V., nella sua qualità di sindaco,
abbia deciso (così come riportato
dalla stampa) di lasciarsi andare ad esternazioni
pregnanti e decisive su un argomento così
complesso e meritevole di approfondimenti;
tutto ciò senza avere cura di coinvolgere
preventivamente il consiglio comunale, organo
istituzionalmente preposto all'analisi di
simili problematiche". Altro argomento
molto controverso la mancata realizzazione
della pista ciclabile in località
San Rocco "già oggetto di una
precedente interrogazione alla quale l'assessore
ai LL.PP. ha risposto in maniera interlocutoria
dichiarando di essere in attesa di un richiesto
parere legale; il parere è arrivato
oramai da tempo ed i contenuti dello stesso
sembrano tendere per la realizzazione della
pista ciclabile, quali allora le ragioni
del ritardo?».
Anche le problematiche legate alla sicurezza
stradale nelle vie Cattaneo, Balbo e Mameli,
di cui spesso ci siamo occupati su queste
colonne, vengono evidenziate da Mario Cioffi
che chiede «quali sono le ragioni
che impediscono un intervento significativo
sulla zona ai fini preventivi, visto il
continuo ripetersi in loco di gravi incidenti
stradali». Pur ritenendo abbastanza
rigida l'applicazione del codice della strada
riguardo l'impossibilità di installazione
di dossi artificiali stabilita dall' amministrazione
comunale «sarebbe comunque opportuno
secondo Cioffi intervenire con ulteriori
sistemi di segnaletica per mettere fine
ad una vicenda che "non rappresenta
certo un esempio di efficienza e capacità
di ascolto dei cittadini».
Si sollecitano infine interventi per ovviare
alla precaria situazione del manto stradale
sulla strada che, dalla zona di Cocorbito
sino a via Portella, costeggia la Ferrovia
e di via Campopiano 2. Tante richieste.
Ora si attendono le risposte del Sindaco.
12/10/2001
SORA
Visita dei funzionari della Sovrintendenza
ai beni archeologici
Tempio distrutto, sopralluogo a sorpresa
Ispezionato il cantiere «Tronconi»
alla ricerca di altri resti antichi
di
CIRO ALTOBELLI
SORA
- Improvviso sopralluogo ieri mattina dei
funzionari della Sovrintendenza ai Beni
Archeologici per il Lazio nel cantiere dell'ex
palazzo Tronconi in piazza Garibaldi. Il
motivo della visita è legato al ritrovamento
dei resti dell'antico tempio risalente all'epoca
romana, abbandonati qualche giorno fa nei
pressi dell'ex carcere mandamentale di Sora,
in località Santa Rosalia. La dott.ssa
Gatti coadiuvata dall'ispettore Chiappini
per la Sovrintendenza ed i funzionari della
Polizia Municipale Ten. Dei Cicchi e Cap.
Pellegrini, alla presenza dei rappresentanti
della ditta che sta effettuando i lavori
di ricostruzione di quello che, fino a qualche
tempo fa, era conosciuto come Palazzo Tronconi,hanno
ispezionato il cantiere per cercare tracce
che conducessero ai reperti rinvenuti a
Santa Rosalia. Il sopralluogo di ieri segue
di un giorno il sequestro di un'area, al
confine tra i comuni di Sora e Broccostella,
sospettata di aver ospitato i reperti in
uno degli enigmatici "traslochi"
che le grosse pietre lavorate hanno dovuto
subire dal giorno del loro iniziale ritrovamento.
Sembra essere così molto vicina la
svolta nelle indagini, coadiuvate dalla
Procura della Repubblica di Cassino, che
tentano di far luce sulla vicenda che, nei
giorni scorsi, ha visto sottoporre ad interrogatorio
numerosi fra amministratori e dipendenti
comunali. Si è registrato anche un
duro scambio di accuse fra l'assessore ai
lavori pubblici Elio Facchini ed il dirigente
comunale dello stesso settore Antonio Conte.
L'assessore sostiene di aver consegnato
nel mese di maggio le foto dei reperti al
funzionario comunale che invece da parte
sua smentisce categoricamente le circostanze,
indicate dall'assessore, relative alla consegna
della documentazione fotografica. Ma al
di là di (comunque) imbarazzanti
silenzi l'aspetto più importante
è legato al ritrovamento, sempre
più vicino, del luogo nel quale si
trovavano originariamente i reperti. E la
sua scoperta potrebbe spiegare davvero tante
cose.
15/10/2001
SORA
Del tutto insensibili alla memoria storica
di
GIOVANNI MAGNONE
SORA
- «È una vecchia storia»:
quanto dovrebe essere il titolo di una riflessione
riguardante i reperti archeologici abbandonati
recentemente in via S. Rosalia. Ancora una
volta, per lennesima volta, si è
ripetuta linsensibilità di
qualcuno per ciò che rimane alle
vestigia della millenaria storia di Sora.
Da sempre nella nostra città è
mancata la cultura, la mentalità
della conservazione e valorizzazione dei
reperti storici. È mancata ai singoli
cittadini, ma anche agli amministratori.
Agli inizi del secolo scorso qualche studioso
locale cominciò a parlare e a scrivere
della famosa «via dei Sepolcri»
, così chiamata larteria che
partiva dallattuale via Salceto e
che arrivava al ponte sul Liri, in località
San Domenico. Di quel ponte, fatto distruggere
da Federico II per punire Sora passata al
Papa, resta una sola arcata, poco nota fino
ad alcune decine di anni or sono. Solo in
questi ultimi anni si cerca di valorizzare
quello che resta di quellantico ponte.
«Via dei Sepolcri» così
chiamata perché attraversava la necropoli
di Sora. Le tante tombe che là esistevano
sono completamente scomparse, distrutte
dai contadini allo scopo di evitare eventuali
espropri di terreno. Alla insensibilità
dei contadini, ma anche dei signorotti che
conservavano nelle loro case o nei loro
giardini i reperti ritenuti più interessanti,
si è aggiunta quella dei responsabili
della cosa pubblica. Valga ad esempio la
distruzione del ponte romano di Porta S.
Lorenzo e sostituito con un ponte di ferro
del tipo usato dalle ferrovie. Poteva essere
conservato quellantico manufatto,
che con le arcate piuttosto basso ostacolava
il deflusso delle acque nei periodi di piena
, ampliando il letto del fiume sulla riva
sinistra di proprietà demaniale...
Da non dimenticare, infine, la sorte toccata
al castello di S. Casto, lantica Rocca
Sorella. Lunico grosso merito dellamministrazione
comunale borbonica fu quello di acquistarlo
da demanio quale «monumento storico
dal salvaguardare». Quella grossa
costruzione medievale, uno dei pochi esempi
rimasti di architettura militare, è
stata da sempre abbandonata al degrado ed
alla mercé dei vandali. Solo circa
40 anni or sono, ad iniziativa di due cultori
di memori locali, mons. Virginio Bruni e
prof. Achille Lauri, fu costituito un comitato
di «Amici del castello» per
il restauro dellantica fortezza. Con
laiuto finanziario di un italo-americano,
Rocco Conte, furono eseguiti parecchi lavori
ed il castello sembrò risorgere.
Nel luogo soggiornò per parecchio
tempo un ricercatore veneto, certo Bortolotto,
che pare riportò alla luce dei reperti
interessanti, poi spariti ad opera di qualcuno
de qualeno si è mai saputo il nome.
23/10/2001
Sora, pezzi archeologici sotto sequestro.
La procura indica dove eseguire i sondaggi
Reperti, linchiesta nel vivo
di PASQUALE MAZZENGA
Stretta
finale nel giallo degli importanti reperti
archeologici misteriosamente fatti ritrovare
a Sora il mese scorso. Oggi, gli ulteriori
risultati delle indagini svolte dal tenente
Rocco Dei Cicchi, della polizia municipale
sorana, saranno portati alla Procura di
Cassino, e sempre oggi dovrebbero essere
definite le modalità per effettuare
i primi sondaggi al di sotto del cantiere
sequestrato la scorsa settimana in Piazza
Garibaldi a Sora.
Per quest'ultimo argomento, va sottolineato
il fatto che è stata la stessa proprietà
dell'ex Palazzo Tronconi, storico stabile
nel centro cittadino, che ora si sta ristrutturando,
a chiedere un'accelerazione negli accertamenti
da effettuare nel sottosuolo. Evidentemente
i proprietari sono certi che non è
l'ex palazzo Tronconi il luogo da cui sono
partiti i reperti archeologici, né
tantomeno quello dove si nascondono i resti
del tempio di Serapide che a Sora tutti
cercano da quando, sul finire del mese di
settembre, qualcuno ha scaricato in via
Santa Rosalia undici macigni di travertino
parzialmente ornati. Pezzi importanti di
epoca romana che potrebbero anche stravolgere
la storia della città, ma che non
si riesce a capire da dove arrivino.
La Sovrintendenza ai Beni Archeologici della
Regione Lazio vuole, a sua volta, effettuare
questi sondaggi sotto l'ex Palazzo Tronconi
e la disponibilità dei proprietari
ad accelerare l'intervento verrà
accolta sicuramente con favore e testimonia,
a ben guardare, la completa buona fede degli
stessi che, però, temono un danno
grave nell'interruzione dei lavori con la
stagione delle piogge ormai in arrivo. Del
resto, è già stato reso noto
il parere di un geologo che ha affermato
come sia impossibile la presenza di una
grossa struttura di epoca romana al di sotto
di Piazza Garibaldi. Le motivazioni andrebbero
ricercate nel fatto che il fiume Liri, ora
a pochi metri dallo stabile, nell'antichità
sarebbe passato, con il suo tracciato, proprio
in quel luogo escludendo quindi qualsiasi
tipo di costruzione in quell'area. Il Magistrato,
intanto, valuterà l'esito degli ultimi
interrogatori compiuti dal Tenete Dei Cicchi
che, da alcune indiscrezioni, sembrerebbero
aver portato nuovi elementi chiarificatori
nella vicenda, tanto da delinearne meglio
i contorni.
31/10/2001
Dissequestrato,
per un giorno...
di
CIRO ALTOBELLI
SORA - Dissequestrato, per un giorno, il
cantiere dell'ex Palazzo Tronconi.
Mentre continuano senza sosta le indagini
sul misterioso ritrovamento, nei pressi
dell'ex carcere mandamentale di Sora dei
resti di quello che, molto probabilmente,
era un imponente tempio risalente all'epoca
romana, ieri mattina, intanto, gli operai
dell'impresa di costruzioni edili che stava
eseguendo le opere all'interno dell'edificio
di Piazza Garibaldi (fino al blocco deciso
dalla Procura della Repubblica di Cassino
con decreto n.4680/01 R.G., hanno avuto
il permesso, dopo ben diciotto giorni, di
rientrare nel cantiere. Ma si tratta di
un permesso momentaneo, accordato dagli
inquirenti su richiesta del proprietario
del fabbricato e della ditta stessa e finalizzato
al recupero, all'interno del cantiere, di
tutti quei materiali, attrezzature e macchinari
che, pur non essendo oggetto di sequestro,
si trovavano comunque all'interno del cantiere
e quindi non utilizzabili. L'intervento
potrebbe essere servito anche per sistemare
tutte le situazioni lasciate in sospeso
e potenzialmente pericolose che il blocco
improvviso di una struttura così
imponente
inevitabilmente comporta. L'ingresso nel
sito degli addetti al recupero e tutte le
operazioni successive sono state effettuate
sotto la stretta sorveglianza di agenti
del Corpo di Polizia Municipale, coordinati
dal Comandante Cap. Francesco Pellegrini.
Gli stessi hanno provveduto, all'uscita
dei camion contenenti il materiale, a catalogare
ed inventariare tutto quanto asportato dal
cantiere. Il permesso accordato ieri, oltre
a venire incontro a legittime richieste
dell'impresa e della proprietà dello
stabile, sembra intanto una indiretta conferma
dei tempi non brevissimi previsti per l'effettuazione
degli indispensabili sondaggi da parte della
Sovrintendenza ai Beni Archeologici per
il Lazio. Se, infatti, il magistrato aveva
ritenuto sufficienti e validi gli indizi
e le testimonianze raccolte dagli inquirenti,
disponendo il sequestro dell'area su cui
si sta realizzando il fabbricato che prenderà
il posto del "Palazzo Tronconi",
è evidente che l'effettuazione di
sondaggi che accertino la presenza di ulteriori
reperti potrebbe rappresentare l'elemento
decisivo ai fini delle indagini. Non sarà
facile arrivare ad una rapida soluzione
dell'intricatissima vicenda che, giorno
dopo giorno, si è trasformata in
un difficilissimo rebus da risolvere con
il "contributo" di lettere anonime,
accuse incrociate mai verificate e delazioni
non si sa quanto veritiere.
Finora tre sequestri (il sito del ritrovamento
in via Santa Rosalia, un terreno in località
Ferrazza a Broccostella e l'ex Palazzo Tronconi)
e decine di interrogatori non sono bastati
a far luce su tutti i "traslochi"
dei reperti ma, a breve, potrebbero esserci
novità clamorose.
24/11/2001
SORA
Per evitare che i resti potessero danneggiarsi
sono stati trasferiti in un deposito in località
Buozzi
Reperti archeologici, ennesimo trasloco
di CIRO ALTOBELLI
SORA -Ennesimo "trasloco", il
primo regolare ed alla luce del sole, dei
reperti archeologici rinvenuti nei pressi
dell'ex carcere mandamentale di Sora. Se
finora infatti, i resti di quello che molto
probabilmente era un imponente tempio risalente
all'epoca romana erano stati sballottati
in giro per la città, in maniera
tanto furtiva quanto scellerata, mettendone
a repentaglio il valore con evidenti danneggiamenti
delle superfici lavorate, del tutto diverso
(e soprattutto autorizzato), è lo
spostamento effettuato nella giornata di
ieri alla presenza dell'ispettore Chiappini,
funzionario della Sovrintendenza ai Beni
Archeologici per il Lazio, del tenente Dei
Cicchi e dell'agente De Vittoris della Polizia
Municipale. Accogliendo le sollecitazioni
dall'associazione culturale Civis, che aveva
richiesto una maggiore tutela e protezione
per gli importantissimi reperti rinvenuti,
il sindaco di Sora Francesco Ganino, aveva
inviato nei giorni scorsi all'autorità
giudiziaria la richiesta di poter trasportare
i reperti sequestrati in via S.Rosalia e
nel terreno sito in località Ferrazza
nei locali, siti in via Buozzi, scelti come
deposito. Il permesso è stato accordato
e, dopo un paio di rinvii dovuti a problemi
tecnici, ieri mattina si è provveduto
al trasloco. Le operazioni si sono svolte
avvalendosi di mezzi idonei, date le dimensioni
delle pietre lavorate e con estrema cautela,
dovuta all'importanza del ritrovamento.
Si è proceduto così a caricare
i reperti sui camion e, una volta arrivati
nei locali destinati a deposito, a posizionarli
con cura all'interno della struttura
22/02/2002
SORA
- Al
via gli scavi nel tempio fatto a pezzi
di
GIOVANNI MAGNONE
SORA - Laltro ieri nel cantiere ancora
sotto sequestro giudiziario dellex
palazzo Tronconi, in piazza Garibaldi, è
stato effettuato un sopralluogo da parte
del magistrato e di funzionari della sovrintendenza
ai beni archeologici del Lazio. E si è
finalmente deciso di procedere allopera
di scavo, richiesta insistentemente dai
proprietari dello stabile e dallimpresa
Giuseppe La Posta, che stava precedendo
ai lavori di ristrutturazione . Quel grosso
complesso architettonico, come i lettori
ricorderanno venne posto sotto sequestro
dopo che una mattina, misteriosamente comparvero
in via S. Rosalia, presso le ex carceri
mandamentali in disuso, delle grosse pietre
lavorate. Si avanzò il sospetto,
forse fatto circolare ad arte, che quei
massi fossero stati riportati alla luce
nel corso degli scavi per gettare le fondamenta
del nuovo complesso.Dopo una lunga serie
di indagini portate avanti dalla polizia
municipale, e segnatamente dal ten. Delli
Cicchi, si arrivò al sequestro ed
alla conseguente sospensione dei lavori.
E fu deciso, a seguito di altri sopralluoghi,
di approfondire gli scavi tesi alla ricerca
di nuovi reperti. Nonostante i reiterati
interventi presso gli Enti interessati dei
proprietari che misero a disposizione un
centinaio di milioni di lire per venire
incontro alla sovrintendenza, che pare fosse
a corto di fondi, non se ne fece nulla anche
perché, circa tre mesi or sono, la
pioggia - si disse - impediva linizio
dei lavori. Ora, che finalmente è
stata autorizzata lopera richiesta,
è tornata la pioggia. E più
di qualcuno non ha mancato di far rilevare
che ci sono stati, nei mesi scorsi, dei
lunghi periodi di siccità, che lautorizzazione
poteva essere concessa allora e non ci sarebbero
state difficoltà. Ora è tornata
la pioggia, anche abbastanza copiosa, e
di effettuare gli scavi non se ne parla.
E chissà ancora per quanto altro
tempo.
24/04/2002
Sora/Inchiesta
sui reperti archeologici
I
tecnici: nessun tempio sotto il palazzo
Tronconi.
Ieri mattina sono stati eseguiti a Sora
i sondaggi sotto il palazzo "Tronconi"
sequestrato dalla Procura della Repubblica
perché si sospetta che lì
sotto vi siano dei reperti risalenti al
primo secolo Avanti Cristo. Reperti che-
secondo la procura- sarebbero stati asportati
la scorsa estate per essere poi abbandonati
davanti allex carcere. Finora sono
8 gli indagati, ossia i responsabili del
cantiere e i proprietari del palazzo.
I sondaggi eseguiti ieri fino a 8 metri
di profondità hanno portato alla
luce solo zolle di argilla che escluderebbero
lipotizzata presenza di un tempio
romano lì sotto. Ora i risultati
di questi accertamenti, eseguiti dalla Sovrintendenza
ai Beni Archeologici, verranno comunicati
alla procura di Cassino che ha ricevuto
la richiesta di dissequestro del palazzo
dove i lavori sono fermi dallo scorso autunno.
10/07/2002
Lex palazzo Tronconi nel degrado
SORA Dopo il rinvenimento di alcuni reperti
il cantiere in via di ristrutturazione è
stato sequestrato
di GIOVANNI MAGNONE
SORA
«Sembra di essere tornati ai
tempi della guerra» hanno esclamato
(e continuano a ripeterlo) molti sorani
riferendosi a quello che resta dellex
palazzo Tronconi. Per una vicenda che presenta
ancora molti lati oscuri, piazza Garibaldi,
il nodo più importante del traffico
cittadino, è deturpata dalla facciata,
con lintonaco spicconato, quasi fosse
una quinta teatrale, da quello che resta
dellex palazzo. In questi ultimi tempi
quei resti quasi spettrali appaiono prepotentemente
alla vista dei cittadini e dei tanti turisti
che attraversano, in questi tempi destate,
piazza Garibaldi, dopo che limpresa
che stava eseguendo i lavori di ristrutturazione,
con regolare concessione comunale di quelledificio
che occupa uno dei lati della piazza. Da
oltre un anno il cantiere e lintero
complesso sono stati posti sotto sequestro
giudiziario. Il motivo che ha spinto la
polizia municipale e lautorità
giudiziaria a ordinare il fermo dei lavori
è venuto a seguito dei misteriosi
ritrovamenti di pietre lavorate, portate
di notte davanti allingresso delle
ex carceri mandamentati di via S. Rosalia.
Qualcuno, non si sa per quali motivi, mise
in giro la voce che quelle pietre provenivano
dal cantiere di piazza Garibaldi, dal luogo
intorno al quale si favoleggiava lesistenza
di un tempio pagano, crollato al suolo nel
momento in cui fu decapitato S. Giuliano
per la sua fede in Cristo. Intervenne la
sovrintendenza ai beni archeologici, che
avrebbe dovuto procedere alla ricerca di
eventuali altri reperti allinterno
del cantiere sequestrato. Si disse che lorgano
di controllo dei beni archeologici era impossibilitato
a intervenire per carenza di fondi. Per
cercare di risolvere il problema la proprietà
del cantiere mise a disposizione della sovrintendenza
la somma di cinquanta milioni di vecchie
lire, ma tutto è stato inutile, non
si è più andati avanti. La
misteriosa vicenda ha fatto riflettere tanti
cittadini sorani su due fatti. Primo, non
è storicamente dimostrata lesistenza
del tempo pagano nei pressi di quello che
una volta era chiamato il ponte di corte.
E se anche fosse vera lesistenza di
quel tempio, perché il corpo di S.
Giuliano fu sepolto in un cunicolo là
dove sorge la chiesetta dedicata al Martire,
a circa cinquecento metri dal sito dellex
palazzo Tronconi? Il secondo fatto riguarda
il ritrovamento delle pietre. Solo persone
fuori di senno (il proprietario e il costruttore
certamente non lo sono) avrebbero provveduto
a mettere in bella mostra dei reperti con
il pericolo di essere scoperte e denunciate.
Il mistero, così come sono state
impostate le indagini e gli episodi conseguenti,
è ben lontano dalla soluzione. E
così, chissà ancora prer quanto
tempo i sorani e i forestieri che visitano
la nostra città saranno costretti
a convivere con quella bruttura in pieno
centro cittadino.
Serapide
la storia continua
Nostro servizio 13/11/2002
Quando
sembrava che le indagini avessero condotto
ad un nulla di fatto, e, facendo seguito
ad un articolo apparso su CIOCIARIA OGGI
la settimana scorsa, nel quale sembrava
intuirsi che la direzione intrapresa della
procura volgesse verso una chiusura dei
procedimenti, ecco che qualche Sorano emulando
l'ex Capo dello Stato dice <<non ci
sto>>.
È di questi giorni la notizia di
una lettera anonima che sarebbe pervenuta
agli investigatori, ed indirizzata anche
alle massime autorità dello stato,
del comune, nonché agli organi di
polizia e della magistratura.
In
sostanza nella lettera si legge dell'insofferenza
dei cittadini di Sora di fronte a palesi
ingiustizie e a continue "sviste"
nella vicenda.
In particolare, l'autore o gli autori della
lettera (che abbiamo detto anonima, ma che
in realtà è firmata con uno
pseudonimo) dichiarano di essere a conoscenza,
<<tutti sanno>> , che l'effettiva
provenienza dei reperti archeologici sarebbe
effettivamente il cantiere Ex Palazzo Tronconi,
così come emerso dalle indagini.
Con
dovizia di particolari, si fanno nomi e
cognomi di alcune persone che avrebbero
partecipato all'occultazione dei reperti,
persone impegnate nei lavori e amministratori.
Non
mancano gli appunti al comando dei vigili
urbani che, giornalmente effettua sequestri
di carattere edilizio a carico dei privati
cittadini, per piccoli ampliamenti o costruzioni
di box mentre nessuno ha mai controllato
le varie licenze edilizie del costruendo
Nuovo Palazzo Tronconi, facendo un chiaro
riferimento alla mancanza di autorizzazione
da parte della Sovrintendenza alle Belle
Arti, autorizzazione concessa solo in presenza
di saggi archeologici preventivi, di cui
il cantiere in questione (e si è
saputo solo grazie alle indagini) è
sprovvisto.
Da
parte nostra non possiamo che augurarci
una giusta conclusine della vicenda, da
cui Sora e il suo Museo possa ricavarne
vantaggi. E che magari sia solo l'inizio
di una nuova consapevolezza e di valorizzazione
di un passato in cui la nostra città
ha avuto momenti di grande importanza nel
contesto storico.
Dall'inizio
della vicenda, ci siamo occupati in prima
persona (la notizia dei ritrovamenti di
reperti in località Cippillo è
stata divulgata a mezzo del nostro portale
fin da maggio 2001, ben 3 mesi prima che
gli stessi reperti fossero fatti ritrovare
dinanzi all'ex Carcere di S. Rosalia), e
in tutto questo tempo abbiamo avuto modo
di sfogliare decine e decine di libri riguardanti
la storia antica del nostro territorio,
ed in tutti o quasi abbiamo trovato riferimenti
al tempio di Serapide.
Il
problema, a nostro avviso non è tanto
da dove siano uscite queste "PIETRE"
, bensì come è possibile che
un ritrovamento del genere sia stato occultato,
che nonostante le indagini tutti sembrano
non sapere, mentre in anonimato <<tutti
sanno>>.
Se
una cosa del genere fosse accaduta alle
falde del Vesuvio o dell'Etna si sarebbe
detto
Serapide
Servizio tratto da "IL MESSAGGERO"
del 18/12/2003
Sora
- Prossima udienza a febbraio
Il giallo dei reperti romani approda in
tribunale In otto davanti ai giudici
di PASQUALE MAZZENGA
Si terrà alla fine del prossimo mese
di febbraio la prima udienza relativa al
processo sui sequestri legati al misterioso
ritrovamento, a Sora, di alcuni reperti
archeologici di epoca romana.
Il caso destò molta curiosità
sin dalle prime battute nel lontano settembre
del 2001. Alcuni massi, del peso di diversi
quintali, furono fatti ritrovare, davanti
all'ex carcere mandamentale, in via Santa
Rosalia a Sora. Su quelle grosse pietre
erano incisi dei fregi, ed i successivi
accertamenti appurarono un'età ricompressa
nel periodo d'oro di Roma. L'incredibile
ritrovamento riportò in auge le ipotesi
storiche legate all'esistenza a Sora di
uno sfarzoso tempio dedicato al dio Serapide.
La tradizione parla di una grossa struttura
edificata nella zona di San Giuliano, dove
in epoca cristiana fu, poi, eretta una chiesetta
dedicata a quel Santo che i romani avevano
lì decapitato. Stranamente, però,
le indagini furono indirizzate esclusivamente
verso una zona diversa, ed esattamente al
di sotto del palazzo Tronconi, in pieno
centro cittadino, dove si stavano effettuando
dei lavori di ristrutturazione. Il cantiere,
da allora, è sotto sequestro e non
sono serviti a nulla anche le analisi storiche
fatte da esperti qualificati che continuano
a sostenere che, in quell'area, nessun romano
avrebbe mai realizzato qualcosa, visto che
in quell'epoca vi scorreva il Liri, deviato
nel suo attuale corso solo dopo alcune centinaia
di anni.
Quel processo riguarda ora otto imputati,
ossia i proprietari dell'ex palazzo Tronconi,
tutti i tecnici coinvolti nella ristrutturazione,
alcune ditte di scavo, di movimento terra
e di trasporto. Si tornerà a prendere
in esame il caso, nella sezione del tribunale
di Sora, il 26 febbraio del prossimo anno
e, in quella occasione, probabilmente, si
conoscerà qualche particolare in
più di una storia che sicuramente
nasconde ancora molti lati bui e che ha
profondi legami proprio con la storia stessa
della città di Sora. La chiave del
giallo è ora nelle mani dei giudici.
Serapide
Servizio tratto da "IL MESSAGGERO"
del 08/03/2004
SORA
Scavi archeologici, una sola certezza: sono
finiti i fondi
di
PASQUALE MAZZENGA
Tanta confusione e poche certezze. E' questo
il riassunto, estremamente stringato, di
un lungo consiglio comunale aperto, che
gli amministratori sorani hanno voluto dedicare
esclusivamente agli scavi in corso in Piazza
Annunziata.
La necessità di questa seduta era
emersa dopo le tante notizie discordanti
che si erano rincorse in questi mesi e da
quando, cioè, nel settembre del 2002,
Sora era divenuta, improvvisamente, un centro
di interesse archeologico. Undici grossi
massi furono ritrovati davanti all'ex carcere
mandamentale e dopo le indagini si arrivò
a sequestrare un cantiere in centro e delle
discariche. Poi, si iniziò a scavare
in Piazza Annunziata, nei pressi di una
chiesetta, dove la tradizione vuole che
sia stato sepolto il martire sorano San
Giuliano, dopo la sua decapitazione, al
tempo dei Romani.
Si
è parlato anche di questo, nel consiglio
comunale, e delle varie ricostruzioni storiche
che vorrebbero a Sora la presenza di un
imponente tempio, forse tra i più
grandi dell'antichità, dedicato al
dio Serapide. Da quelle parti, però,
si è scavato a fondo per gettare
le fondamenta di un grosso centro commerciale,
ormai in via di ultimazione, ma, di reperti
storici, non ne sarebbero emersi. Quando,
però, ci si è spostati di
qualche metro, non più di cinque,
ecco che sono saltate fuori mura romane
e tombe, archeologicamente interessanti.
In quest'area, le ricerche sono attualmente
in corso e proprio di quegli scavi si doveva
parlare ieri, ma si è finito con
il dilagare e, come detto, di certezze,
nemmeno a parlarne, a parte quella che vede
la Sovraintendenza ai Beni archeologici
non avere a disposizione i finanziamenti
necessari per fare chiarezza.
Serapide
COMITATO S.O.S. SERAPIDE 03/04/04
Considerate
la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza.
con questa frase dell'Inferno (CANTO XXVI)
della Divina Commedia, Dante nel 1300 aveva
già dato un senso sia alla propria
esistenza che a quella dell'intero genere
umano, ovvero: ci dava ancor prima del famoso
"cogito ergo sum" di Cartesio,
l'importante indicazione di non essere stati
concepiti per comportarci come dei semplici
animali ma per seguire le virtù della
saggezza e della conoscenza e quindi ci
suggeriva di studiare e approfondire tutto
quelloche ci circonda, le nostre origini,
ecc...
Con questa importantissima frase di Dante,
desidero proporre un momento di riflessione
per tutti i sorani, dicendo loro di unirsi
almeno idealmente ai nostri sforzi affinchè
la nostra città possa riscoprire
le sue vere origini, e dico questo non solo
per tentar di portare avanti al meglio,
tutti i discorsi riguardanti un miglior
controllo attorno a Piazza Annunziata, che
da ormai 3 anni stiamo svolgendo, lateralmente
a quelli che si stanno attualmente realizzando
sotto la direzione della Soprintendenza.
Tali scavi archeologici sono indispensabili,
per comprendere la vera importanza che la
nostra Sora aveva più di duemila
anni fa per questo i cittadini devono essere
più partecipi, più attenti
a tutto quello che sta succedendo dentro
e intorno a questa nostra piazza dare il
proprio contributo attivo, fatto di suggerimenti,
proposte, denunce (anche anonime, purchè
verificabili) affinchè tutte le nostre
forze non vadano deluse ed inutilmente sprecate,
che si possa portare a buon fine tutte le
speranze di coloro, che desiderano portare
Sora alla ribalta, del suo vero ruolo socio-culturale
e artistico! E sopratutto perchè
Piazza Annunziata può e deve diventare
un parco archeologico, a cielo aperto, con
camminamenti trasparenti e quindi non solo
patrimonio nostro, ma di tutta l'umanità
... UNIAMOCI PER IL BENE DI SORA ...
P.S.
Se non volete entrare "in prima linea"
con noi, se avete timori o titubanze particolari,
potete comunque esserci vicini ugualmente,
contattandoci, scrivendoci, dandoci i vostri
suggerimenti e le vostre proposte, farci
sapere che esistete ...
Comitato S.O.S Serapide
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