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 gli altri articoli di febbraio 2002

LE IMMAGINI DEI REPERTI

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11/02/2004

Più trasparenza negli scavi archeologici», in duecento marciano contro il Comune

di PAOLO CARNEVALE

Una marcia di protesta, con circa duecento persone, in gran parte studenti, partite dalla stazione ferroviaria, fino ad arrivare al municipio cittadino,e ad intervenire nel consiglio comunale che in quel momento si stava svolgendo, e che ha approvato ufficialmente il piano traffico atteso da anni in città. È la cronaca della manifestazione che ieri mattina si è tenuta a Sora per protestare contro la vicenda degli scavi archeologici che da mesi tiene banco in città.
La marcia è stata organizzata dal comitato "SOS Serapide" costituto in gran parte dalla sinistra locale giovanile e non. La questione fa riferimento alla scoperta, qualche mese fa, presso la zona dell'ospedale vecchio della città, di una serie di reperti archeologici. Sul ritrovamento dei reperti e sulle modalità delle operazioni da tempo ci sono però polemiche e lamenti per la segretezza con la quale le stesse operazioni vengono svolte, visto che la zona è transennata, senza possibilità per nessuno di vedere alcunché. Tutto questo appunto ieri è stato oggetto della marcia di protesta. La manifestazione è partita alle 9, ed è arrivata prima davanti al cantiere con i lavori in corso, e poi al Comune dove si stava svolgendo nelle stesse ore il consiglio comunale. Una delegazione è stata ammessa poi ai lavori. "Abbiamo fatto delle domande, abbiamo chiesto se la ditta che sta portando avanti i lavori avesse tutti i permessi- ha detto Giuseppe Di Pede, responsabile della sinistra giovanile a Sora-. In più, abbiamo ottenuto dal sindaco formale assicurazione per lo svolgimento, a breve, di un consiglio comunale ad hoc nel quale la vicenda verrà discussa". Finale thrilling con una inquietante accusa lanciata verso ignoti: "Uno dei nostri compagni -ha concluso Di Pede- che da anni segue la vicenda, ha ricevuto nei giorni scorsi pesanti minacce telefoniche. Perchè? perché? Quali interessi si stanno toccando riguardo a questa vicenda?"
Getta aqcaua sul fuoco il sindaco Ganino: "Abbiamo agito con la massima trasparenza, contattando le Belle arti e facendo una gara regolarissima per appaltare i lavori di scavo. Credo che questi giovani siano stati strumentalizzati- ha concluso il sindaco- da parte di chi non sa nemmeno di cosa stiamo parlando".


28/05/2001

Sora / Trabeazione abusiva in località San Giorgio

di Gilberto Farina nostro servizio

Una trabeazione della lunghezza di circa una decina di metri, è stata rinvenuta nei giorni scorsi da alcuni giovani esploratori del luogo in località San Giorgio nei pressi della via Selva. Si tratta di un elemento orizzontale che, negli antichi ordini architettonici era sostenuto da pilastri, colonne e piedritti. Il punto interrogativo resta uno e soltanto uno: come mai la trabeazione è stata sezionata in quattro o cinque blocchi e perché è stata depositata nei pressi di un abituro abbandonato vicino ad una proprietà privata? Si tratta, in effetti di un vero e proprio scempio, se si considera che il fregio è stato ritenuto da alcuni cultori dell'archeologia, quale elemento di un tempio pagano. Intanto, è stata di già avvertita la Soprintendenza dei beni culturali e l'assessorato alla cultura del comune di Sora, ed essi stanno provvedendo ad agire nella maniera più idonea.

 

24/09/2001 Scoperti resti di una tomba romana

di CIRO ALTOBELLI
SORA- «Quelli che adesso appaiono come un inutile ammasso di pietre potrebbero essere i resti di una tomba antichissima, risalente al periodo preromano». Questa l'importante segnalazione di un lettore appassionato di tutto ciò che riguarda l'archeologia o, comunque, di ritrovamenti legati ad epoche lontane che ci ha mostrato anche una foto che in effetti sembra avvalorare la sua tesi. Ma ovviamente in questi casi è opportuno che la segnalazione venga verificata con scrupolo ed attenzione e se effettivamente le pietre risalissero a migliaia di anni fa, si renderebbero necessarie accurate ricerche. Scoprire il luogo del ritrovamento potrebbe servire ad accertare la presenza nelle vicinanze di altri reperti di rilievo mentre accertare la data del ritrovamento potrebbe servire a far luce sulla vicenda, in quanto sembra che le pietre si trovino già da diverso tempo su un terreno (privato?) nella zona di San Giuliano, alla periferia di Sora. Nella nostra città negli ultimi anni sono state tante le voci su ritrovamenti archeologici ma il più delle volte non si è saputo più niente oppure, come nel caso dei ritrovamento di una antica pavimentazione in ciottoli in Piazza Santa Restituta, le scoperte sono state giudicate senza importanza e definivamente ricoperte di cemento.

 

27/09/2001 Attentato al patrimonio archeologico
SORA La scorsa notte alcuni individui avrebbero abbandonato nei pressi dell’ex carcere i resti di un antico tempio pagano

di CIRO ALTOBELLI


SORA- Un attentato al patrimonio archeologico, uno schiaffo alle prospettive di sviluppo turistico, uno scempio della memoria storica della città di Sora. Così potrebbe essere definito il gravissimo atto di scelleratezza che ha portato alcuni individui ad abbandonare, la notte scorsa, i resti di quello che probabilmente era un tempio pagano risalente all'epoca romana, nel piazzale adiacente l'ex carcere mandamentale di Sora, oggi adibito a deposito comunale.
E sono stati proprio alcuni dipendenti comunali che ieri mattina, recandosi sul posto di lavoro, si sono accorti della presenza di una decina di grosse pietre lavorate, scaricate senza nessuna cura (alcune hanno subito gravi ed evidenti danni) nel corso della notte precedente. Immediatamente si sono resi conto dell'importanza del ritrovamento ed hanno avvertito i loro superiori e gli assessori comunali che, a loro volta, hanno interessato la Procura della Repubblica di Cassino. Il sostituto procuratore dott. Carlo Morra ha dato disposizioni al personale della Polizia Municipale di Sora affinché l'intera area venisse posta sotto sequestro e venissero scattate foto per documentare l'accaduto. Sul posto, per puro caso, si è trovato anche un ispettore della Sovrintendenza ai Beni Archeologici del Lazio che, ad un primo esame dei reperti, ha giudicato il ritrovamento «di notevole importanza visto che ci possiamo trovare di fronte ad un tempio di notevoli dimensioni risalente all'epoca romana o addirittura pre-romana. Una eventualità del genere non ci dovrebbe sorprendere più di tanto in quanto a Sora sono venuti alla luce già due edifici sacri pagani, al di sotto e nel retro della Cattedrale». Ma quel che ha sorpreso di più il funzionario della Sovrintendenza sono state, ovviamente, le assurde modalità del ritrovamento, per accertare le quali sono stati avvertite anche le forze dell'ordine. Un episodio giudicato da tutti gravissimo. "E' davvero incredibile ? è il commento di molti cittadini presenti - che accadano cose del genere". Ma ora, dopo la sorpresa iniziale è il tempo di porsi quesiti inquietanti. Da dove sono venuti fuori questi reperti? Chi aveva timore di farli trovare nel luogo dell'iniziale ritrovamento? Chi ha trasportato quelle pietre in quel piazzale e perché? Tante domande a cui gli inquirenti cercheranno di dare risposta. Intanto in città è iniziata a circolare una notizia che, se confermata, finirebbe di tingere di giallo l'intera faccenda. Le pietre ritrovate ieri potrebbero essere le stesse che qualche mese fa, qualcuno ha notato in località San Giorgio, poi misteriosamente scomparse non appena la notizia, apparsa anche su un sito internet, era cominciata a circolare. Ma in quell'occasione erano stati informati gli enti preposti? Se sì perché non si è intervenuto subito? E' tutto davvero incredibile, forse ne sapremo di più nei prossimi giorni.

 

28/09/2001 Tempio fatto a pezzi, mistero
SORA Sopralluogo da parte del responsabile alla Sovrintendenza ai Beni Archeologici

di CIRO ALTOBELLI


SORA - Si infittisce il mistero intorno al ritrovamento di resti di un antico tempio risalente all’epoca romana, abbandonati nei pressi dell’ex carcere manadamentale di Sora, in località Santa Rosalia. Nel frattempo, considerata l’estrema importanza dei reperti rinvenuti, già ieri è stato effettuato un sopralluogo sul posto da parte del responsabile provinciale della Sovrintendenza ai Beni Archeologici e Culturali per il Lazio dott.ssa Gatti, coadiuvata dall’ispettore Chiappini.
Sull’enigmatico ritrovamento, intanto, si fanno sempre più insistenti le voci dell’esistenza di fotografie, risalenti allo scorso maggio, che proverebbero la presenza ( a quel tempo) delle misteriose pietre in località San Giorgio, alla periferia di Sora.
Resti così importanti «a spasso» per la città di Sora da qualche mese senza che fossero state interessate la Sovrintendenza ai Beni Archeologici e le Forze dell’Ordine? Sembra proprio di si. Ma c’è di più. Secondo i soliti bene informati anche qualche amministratore era stato messo a conoscenza del ritrovamento a San Giorgio dei preziosi resti. Ma non è tutto.
Ad avvalorare le ipotesi vi è la conferma della segnalazione del ritrovamento dei reperti, apparsa su un sito internet il 28 maggio scorso, nella quale sono indicati elementi molto interessanti per gli inquirenti che intendono scoprire chi sapeva e chi ha taciuto.
Ma senza dubbio è un altro l’aspetto su cui sono puntate le attenzioni degli esperti. Scoprire cioè il luogo dove sono state sepolte per centinaia di anni quelle splendide pietre lavorate. Scoprire cioè il sito di origine che potrebbe ancora nascondere tesori archeologici di inestimabile valore. I sorani un’idea, i verità, se la sono già fatta, in considerazione delle dimensioni dei reperti che presuppongono scavi di notevoli dimensioni. I responsabili intanto non dormiranno sonni tranquilli poiché questa volta hanno davvero esagerato.
Una vicenda, questa, che, certamente, fa già molto discutere e, quindi, destinata a non concludersi qui. Sicuramente, in un futuro molto immediato, vi saranno degli sviluppi.

 

11/10/2001

di CIRO ALTOBELLI


SORA - Reperti archeologici, provincia del Basso Lazio, pista ciclabile, traffico e sicurezza stradale, manutenzione delle strade.
Tanti ed importantissimi i temi oggetto della maxi-interrogazione presentata al sindaco Francesco Ganino dal consigliere comunale Mario Cioffi, capogruppo della lista civica Città Unita/Casa delle Libertà. Per quel che riguarda l'argomento di stretta attualità, e cioè le misteriose modalità con le
quali sono stati fatti rinvenire in località Santa Rosalia i resti di quel che sembra essere un antico tempio pagano, l'avv. Cioffi "tralasciando ogni ulteriore commento sul non troppo edificante ping-pong tra assessore e dirigente, si chiede da quanto tempo codesta Amministrazione abbia conoscenza del circolare di foto inerenti i reperti; quali le iniziative assunte e da assumere a tutela di un patrimonio con ogni verosimiglianza di inestimabile valore". Ma anche il "mancato coinvolgimento del Consiglio comunale nel dibattito sull'istituzione della provincia del Basso Lazio" non ha soddisfatto il consigliere di opposizione che non comprende "le ragioni per cui la S.V., nella sua qualità di sindaco, abbia deciso (così come riportato dalla stampa) di lasciarsi andare ad esternazioni pregnanti e decisive su un argomento così complesso e meritevole di approfondimenti; tutto ciò senza avere cura di coinvolgere preventivamente il consiglio comunale, organo istituzionalmente preposto all'analisi di simili problematiche". Altro argomento molto controverso la mancata realizzazione della pista ciclabile in località San Rocco "già oggetto di una precedente interrogazione alla quale l'assessore ai LL.PP. ha risposto in maniera interlocutoria dichiarando di essere in attesa di un richiesto parere legale; il parere è arrivato oramai da tempo ed i contenuti dello stesso sembrano tendere per la realizzazione della pista ciclabile, quali allora le ragioni del ritardo?».
Anche le problematiche legate alla sicurezza stradale nelle vie Cattaneo, Balbo e Mameli, di cui spesso ci siamo occupati su queste colonne, vengono evidenziate da Mario Cioffi che chiede «quali sono le ragioni che impediscono un intervento significativo sulla zona ai fini preventivi, visto il continuo ripetersi in loco di gravi incidenti stradali». Pur ritenendo abbastanza rigida l'applicazione del codice della strada riguardo l'impossibilità di installazione di dossi artificiali stabilita dall' amministrazione comunale «sarebbe comunque opportuno secondo Cioffi intervenire con ulteriori sistemi di segnaletica per mettere fine ad una vicenda che "non rappresenta certo un esempio di efficienza e capacità di ascolto dei cittadini».
Si sollecitano infine interventi per ovviare alla precaria situazione del manto stradale sulla strada che, dalla zona di Cocorbito sino a via Portella, costeggia la Ferrovia e di via Campopiano 2. Tante richieste. Ora si attendono le risposte del Sindaco.

 

 

12/10/2001

SORA Visita dei funzionari della Sovrintendenza ai beni archeologici
Tempio distrutto, sopralluogo a sorpresa

Ispezionato il cantiere «Tronconi» alla ricerca di altri resti antichi

di CIRO ALTOBELLI

SORA - Improvviso sopralluogo ieri mattina dei funzionari della Sovrintendenza ai Beni Archeologici per il Lazio nel cantiere dell'ex palazzo Tronconi in piazza Garibaldi. Il motivo della visita è legato al ritrovamento dei resti dell'antico tempio risalente all'epoca romana, abbandonati qualche giorno fa nei pressi dell'ex carcere mandamentale di Sora, in località Santa Rosalia. La dott.ssa Gatti coadiuvata dall'ispettore Chiappini per la Sovrintendenza ed i funzionari della Polizia Municipale Ten. Dei Cicchi e Cap. Pellegrini, alla presenza dei rappresentanti della ditta che sta effettuando i lavori di ricostruzione di quello che, fino a qualche tempo fa, era conosciuto come Palazzo Tronconi,hanno ispezionato il cantiere per cercare tracce che conducessero ai reperti rinvenuti a Santa Rosalia. Il sopralluogo di ieri segue di un giorno il sequestro di un'area, al confine tra i comuni di Sora e Broccostella, sospettata di aver ospitato i reperti in uno degli enigmatici "traslochi" che le grosse pietre lavorate hanno dovuto subire dal giorno del loro iniziale ritrovamento. Sembra essere così molto vicina la svolta nelle indagini, coadiuvate dalla Procura della Repubblica di Cassino, che tentano di far luce sulla vicenda che, nei giorni scorsi, ha visto sottoporre ad interrogatorio numerosi fra amministratori e dipendenti comunali. Si è registrato anche un duro scambio di accuse fra l'assessore ai lavori pubblici Elio Facchini ed il dirigente comunale dello stesso settore Antonio Conte. L'assessore sostiene di aver consegnato nel mese di maggio le foto dei reperti al funzionario comunale che invece da parte sua smentisce categoricamente le circostanze, indicate dall'assessore, relative alla consegna della documentazione fotografica. Ma al di là di (comunque) imbarazzanti silenzi l'aspetto più importante è legato al ritrovamento, sempre più vicino, del luogo nel quale si trovavano originariamente i reperti. E la sua scoperta potrebbe spiegare davvero tante cose.

 

15/10/2001

SORA
Del tutto insensibili alla memoria storica

di GIOVANNI MAGNONE

SORA - «È una vecchia storia»: quanto dovrebe essere il titolo di una riflessione riguardante i reperti archeologici abbandonati recentemente in via S. Rosalia. Ancora una volta, per l’ennesima volta, si è ripetuta l’insensibilità di qualcuno per ciò che rimane alle vestigia della millenaria storia di Sora. Da sempre nella nostra città è mancata la cultura, la mentalità della conservazione e valorizzazione dei reperti storici. È mancata ai singoli cittadini, ma anche agli amministratori. Agli inizi del secolo scorso qualche studioso locale cominciò a parlare e a scrivere della famosa «via dei Sepolcri» , così chiamata l’arteria che partiva dall’attuale via Salceto e che arrivava al ponte sul Liri, in località San Domenico. Di quel ponte, fatto distruggere da Federico II per punire Sora passata al Papa, resta una sola arcata, poco nota fino ad alcune decine di anni or sono. Solo in questi ultimi anni si cerca di valorizzare quello che resta di quell’antico ponte. «Via dei Sepolcri» così chiamata perché attraversava la necropoli di Sora. Le tante tombe che là esistevano sono completamente scomparse, distrutte dai contadini allo scopo di evitare eventuali espropri di terreno. Alla insensibilità dei contadini, ma anche dei signorotti che conservavano nelle loro case o nei loro giardini i reperti ritenuti più interessanti, si è aggiunta quella dei responsabili della cosa pubblica. Valga ad esempio la distruzione del ponte romano di Porta S. Lorenzo e sostituito con un ponte di ferro del tipo usato dalle ferrovie. Poteva essere conservato quell’antico manufatto, che con le arcate piuttosto basso ostacolava il deflusso delle acque nei periodi di piena , ampliando il letto del fiume sulla riva sinistra di proprietà demaniale... Da non dimenticare, infine, la sorte toccata al castello di S. Casto, l’antica Rocca Sorella. L’unico grosso merito dell’amministrazione comunale borbonica fu quello di acquistarlo da demanio quale «monumento storico dal salvaguardare». Quella grossa costruzione medievale, uno dei pochi esempi rimasti di architettura militare, è stata da sempre abbandonata al degrado ed alla mercé dei vandali. Solo circa 40 anni or sono, ad iniziativa di due cultori di memori locali, mons. Virginio Bruni e prof. Achille Lauri, fu costituito un comitato di «Amici del castello» per il restauro dell’antica fortezza. Con l’aiuto finanziario di un italo-americano, Rocco Conte, furono eseguiti parecchi lavori ed il castello sembrò risorgere. Nel luogo soggiornò per parecchio tempo un ricercatore veneto, certo Bortolotto, che pare riportò alla luce dei reperti interessanti, poi spariti ad opera di qualcuno de qualeno si è mai saputo il nome.

 

23/10/2001
Sora, pezzi archeologici sotto sequestro. La procura indica dove eseguire i sondaggi
Reperti, l’inchiesta nel vivo


di PASQUALE MAZZENGA

Stretta finale nel giallo degli importanti reperti archeologici misteriosamente fatti ritrovare a Sora il mese scorso. Oggi, gli ulteriori risultati delle indagini svolte dal tenente Rocco Dei Cicchi, della polizia municipale sorana, saranno portati alla Procura di Cassino, e sempre oggi dovrebbero essere definite le modalità per effettuare i primi sondaggi al di sotto del cantiere sequestrato la scorsa settimana in Piazza Garibaldi a Sora.
Per quest'ultimo argomento, va sottolineato il fatto che è stata la stessa proprietà dell'ex Palazzo Tronconi, storico stabile nel centro cittadino, che ora si sta ristrutturando, a chiedere un'accelerazione negli accertamenti da effettuare nel sottosuolo. Evidentemente i proprietari sono certi che non è l'ex palazzo Tronconi il luogo da cui sono partiti i reperti archeologici, né tantomeno quello dove si nascondono i resti del tempio di Serapide che a Sora tutti cercano da quando, sul finire del mese di settembre, qualcuno ha scaricato in via Santa Rosalia undici macigni di travertino parzialmente ornati. Pezzi importanti di epoca romana che potrebbero anche stravolgere la storia della città, ma che non si riesce a capire da dove arrivino.
La Sovrintendenza ai Beni Archeologici della Regione Lazio vuole, a sua volta, effettuare questi sondaggi sotto l'ex Palazzo Tronconi e la disponibilità dei proprietari ad accelerare l'intervento verrà accolta sicuramente con favore e testimonia, a ben guardare, la completa buona fede degli stessi che, però, temono un danno grave nell'interruzione dei lavori con la stagione delle piogge ormai in arrivo. Del resto, è già stato reso noto il parere di un geologo che ha affermato come sia impossibile la presenza di una grossa struttura di epoca romana al di sotto di Piazza Garibaldi. Le motivazioni andrebbero ricercate nel fatto che il fiume Liri, ora a pochi metri dallo stabile, nell'antichità sarebbe passato, con il suo tracciato, proprio in quel luogo escludendo quindi qualsiasi tipo di costruzione in quell'area. Il Magistrato, intanto, valuterà l'esito degli ultimi interrogatori compiuti dal Tenete Dei Cicchi che, da alcune indiscrezioni, sembrerebbero aver portato nuovi elementi chiarificatori nella vicenda, tanto da delinearne meglio i contorni.

 

31/10/2001

Dissequestrato, per un giorno...

di CIRO ALTOBELLI


SORA - Dissequestrato, per un giorno, il cantiere dell'ex Palazzo Tronconi.
Mentre continuano senza sosta le indagini sul misterioso ritrovamento, nei pressi dell'ex carcere mandamentale di Sora dei resti di quello che, molto probabilmente, era un imponente tempio risalente all'epoca romana, ieri mattina, intanto, gli operai dell'impresa di costruzioni edili che stava eseguendo le opere all'interno dell'edificio di Piazza Garibaldi (fino al blocco deciso dalla Procura della Repubblica di Cassino con decreto n.4680/01 R.G., hanno avuto il permesso, dopo ben diciotto giorni, di rientrare nel cantiere. Ma si tratta di un permesso momentaneo, accordato dagli inquirenti su richiesta del proprietario del fabbricato e della ditta stessa e finalizzato al recupero, all'interno del cantiere, di tutti quei materiali, attrezzature e macchinari che, pur non essendo oggetto di sequestro, si trovavano comunque all'interno del cantiere e quindi non utilizzabili. L'intervento potrebbe essere servito anche per sistemare tutte le situazioni lasciate in sospeso e potenzialmente pericolose che il blocco improvviso di una struttura così imponente
inevitabilmente comporta. L'ingresso nel sito degli addetti al recupero e tutte le operazioni successive sono state effettuate sotto la stretta sorveglianza di agenti del Corpo di Polizia Municipale, coordinati dal Comandante Cap. Francesco Pellegrini. Gli stessi hanno provveduto, all'uscita dei camion contenenti il materiale, a catalogare ed inventariare tutto quanto asportato dal cantiere. Il permesso accordato ieri, oltre a venire incontro a legittime richieste dell'impresa e della proprietà dello stabile, sembra intanto una indiretta conferma dei tempi non brevissimi previsti per l'effettuazione degli indispensabili sondaggi da parte della Sovrintendenza ai Beni Archeologici per il Lazio. Se, infatti, il magistrato aveva ritenuto sufficienti e validi gli indizi e le testimonianze raccolte dagli inquirenti, disponendo il sequestro dell'area su cui si sta realizzando il fabbricato che prenderà il posto del "Palazzo Tronconi", è evidente che l'effettuazione di sondaggi che accertino la presenza di ulteriori reperti potrebbe rappresentare l'elemento decisivo ai fini delle indagini. Non sarà facile arrivare ad una rapida soluzione dell'intricatissima vicenda che, giorno dopo giorno, si è trasformata in un difficilissimo rebus da risolvere con il "contributo" di lettere anonime, accuse incrociate mai verificate e delazioni non si sa quanto veritiere.
Finora tre sequestri (il sito del ritrovamento in via Santa Rosalia, un terreno in località Ferrazza a Broccostella e l'ex Palazzo Tronconi) e decine di interrogatori non sono bastati a far luce su tutti i "traslochi" dei reperti ma, a breve, potrebbero esserci novità clamorose.

 

24/11/2001

SORA Per evitare che i resti potessero danneggiarsi sono stati trasferiti in un deposito in località Buozzi
Reperti archeologici, ennesimo trasloco


di CIRO ALTOBELLI


SORA -Ennesimo "trasloco", il primo regolare ed alla luce del sole, dei reperti archeologici rinvenuti nei pressi dell'ex carcere mandamentale di Sora. Se finora infatti, i resti di quello che molto probabilmente era un imponente tempio risalente all'epoca romana erano stati sballottati in giro per la città, in maniera tanto furtiva quanto scellerata, mettendone a repentaglio il valore con evidenti danneggiamenti delle superfici lavorate, del tutto diverso (e soprattutto autorizzato), è lo spostamento effettuato nella giornata di ieri alla presenza dell'ispettore Chiappini, funzionario della Sovrintendenza ai Beni Archeologici per il Lazio, del tenente Dei Cicchi e dell'agente De Vittoris della Polizia Municipale. Accogliendo le sollecitazioni dall'associazione culturale Civis, che aveva richiesto una maggiore tutela e protezione per gli importantissimi reperti rinvenuti, il sindaco di Sora Francesco Ganino, aveva inviato nei giorni scorsi all'autorità giudiziaria la richiesta di poter trasportare i reperti sequestrati in via S.Rosalia e nel terreno sito in località Ferrazza nei locali, siti in via Buozzi, scelti come deposito. Il permesso è stato accordato e, dopo un paio di rinvii dovuti a problemi tecnici, ieri mattina si è provveduto al trasloco. Le operazioni si sono svolte avvalendosi di mezzi idonei, date le dimensioni delle pietre lavorate e con estrema cautela, dovuta all'importanza del ritrovamento. Si è proceduto così a caricare i reperti sui camion e, una volta arrivati nei locali destinati a deposito, a posizionarli con cura all'interno della struttura

 

 

22/02/2002

SORA - Al via gli scavi nel tempio fatto a pezzi

di GIOVANNI MAGNONE


SORA - L’altro ieri nel cantiere ancora sotto sequestro giudiziario dell’ex palazzo Tronconi, in piazza Garibaldi, è stato effettuato un sopralluogo da parte del magistrato e di funzionari della sovrintendenza ai beni archeologici del Lazio. E si è finalmente deciso di procedere all’opera di scavo, richiesta insistentemente dai proprietari dello stabile e dall’impresa Giuseppe La Posta, che stava precedendo ai lavori di ristrutturazione . Quel grosso complesso architettonico, come i lettori ricorderanno venne posto sotto sequestro dopo che una mattina, misteriosamente comparvero in via S. Rosalia, presso le ex carceri mandamentali in disuso, delle grosse pietre lavorate. Si avanzò il sospetto, forse fatto circolare ad arte, che quei massi fossero stati riportati alla luce nel corso degli scavi per gettare le fondamenta del nuovo complesso.Dopo una lunga serie di indagini portate avanti dalla polizia municipale, e segnatamente dal ten. Delli Cicchi, si arrivò al sequestro ed alla conseguente sospensione dei lavori. E fu deciso, a seguito di altri sopralluoghi, di approfondire gli scavi tesi alla ricerca di nuovi reperti. Nonostante i reiterati interventi presso gli Enti interessati dei proprietari che misero a disposizione un centinaio di milioni di lire per venire incontro alla sovrintendenza, che pare fosse a corto di fondi, non se ne fece nulla anche perché, circa tre mesi or sono, la pioggia - si disse - impediva l’inizio dei lavori. Ora, che finalmente è stata autorizzata l’opera richiesta, è tornata la pioggia. E più di qualcuno non ha mancato di far rilevare che ci sono stati, nei mesi scorsi, dei lunghi periodi di siccità, che l’autorizzazione poteva essere concessa allora e non ci sarebbero state difficoltà. Ora è tornata la pioggia, anche abbastanza copiosa, e di effettuare gli scavi non se ne parla. E chissà ancora per quanto altro tempo.

 

24/04/2002

Sora/Inchiesta sui reperti archeologici

I tecnici: nessun tempio sotto il palazzo Tronconi.

Ieri mattina sono stati eseguiti a Sora i sondaggi sotto il palazzo "Tronconi" sequestrato dalla Procura della Repubblica perché si sospetta che lì sotto vi siano dei reperti risalenti al primo secolo Avanti Cristo. Reperti che- secondo la procura- sarebbero stati asportati la scorsa estate per essere poi abbandonati davanti all’ex carcere. Finora sono 8 gli indagati, ossia i responsabili del cantiere e i proprietari del palazzo.
I sondaggi eseguiti ieri fino a 8 metri di profondità hanno portato alla luce solo zolle di argilla che escluderebbero l’ipotizzata presenza di un tempio romano lì sotto. Ora i risultati di questi accertamenti, eseguiti dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici, verranno comunicati alla procura di Cassino che ha ricevuto la richiesta di dissequestro del palazzo dove i lavori sono fermi dallo scorso autunno.

 

10/07/2002
L’ex palazzo Tronconi nel degrado
SORA Dopo il rinvenimento di alcuni reperti il cantiere in via di ristrutturazione è stato sequestrato

di GIOVANNI MAGNONE

SORA — «Sembra di essere tornati ai tempi della guerra» hanno esclamato (e continuano a ripeterlo) molti sorani riferendosi a quello che resta dell’ex palazzo Tronconi. Per una vicenda che presenta ancora molti lati oscuri, piazza Garibaldi, il nodo più importante del traffico cittadino, è deturpata dalla facciata, con l’intonaco spicconato, quasi fosse una quinta teatrale, da quello che resta dell’ex palazzo. In questi ultimi tempi quei resti quasi spettrali appaiono prepotentemente alla vista dei cittadini e dei tanti turisti che attraversano, in questi tempi d’estate, piazza Garibaldi, dopo che l’impresa che stava eseguendo i lavori di ristrutturazione, con regolare concessione comunale di quell’edificio che occupa uno dei lati della piazza. Da oltre un anno il cantiere e l’intero complesso sono stati posti sotto sequestro giudiziario. Il motivo che ha spinto la polizia municipale e l’autorità giudiziaria a ordinare il fermo dei lavori è venuto a seguito dei misteriosi ritrovamenti di pietre lavorate, portate di notte davanti all’ingresso delle ex carceri mandamentati di via S. Rosalia. Qualcuno, non si sa per quali motivi, mise in giro la voce che quelle pietre provenivano dal cantiere di piazza Garibaldi, dal luogo intorno al quale si favoleggiava l’esistenza di un tempio pagano, crollato al suolo nel momento in cui fu decapitato S. Giuliano per la sua fede in Cristo. Intervenne la sovrintendenza ai beni archeologici, che avrebbe dovuto procedere alla ricerca di eventuali altri reperti all’interno del cantiere sequestrato. Si disse che l’organo di controllo dei beni archeologici era impossibilitato a intervenire per carenza di fondi. Per cercare di risolvere il problema la proprietà del cantiere mise a disposizione della sovrintendenza la somma di cinquanta milioni di vecchie lire, ma tutto è stato inutile, non si è più andati avanti. La misteriosa vicenda ha fatto riflettere tanti cittadini sorani su due fatti. Primo, non è storicamente dimostrata l’esistenza del tempo pagano nei pressi di quello che una volta era chiamato il ponte di corte. E se anche fosse vera l’esistenza di quel tempio, perché il corpo di S. Giuliano fu sepolto in un cunicolo là dove sorge la chiesetta dedicata al Martire, a circa cinquecento metri dal sito dell’ex palazzo Tronconi? Il secondo fatto riguarda il ritrovamento delle pietre. Solo persone fuori di senno (il proprietario e il costruttore certamente non lo sono) avrebbero provveduto a mettere in bella mostra dei reperti con il pericolo di essere scoperte e denunciate. Il mistero, così come sono state impostate le indagini e gli episodi conseguenti, è ben lontano dalla soluzione. E così, chissà ancora prer quanto tempo i sorani e i forestieri che visitano la nostra città saranno costretti a convivere con quella bruttura in pieno centro cittadino.

 

Serapide… la storia continua
Nostro servizio 13/11/2002

Quando sembrava che le indagini avessero condotto ad un nulla di fatto, e, facendo seguito ad un articolo apparso su CIOCIARIA OGGI la settimana scorsa, nel quale sembrava intuirsi che la direzione intrapresa della procura volgesse verso una chiusura dei procedimenti, ecco che qualche Sorano emulando l'ex Capo dello Stato dice <<non ci sto>>.


È di questi giorni la notizia di una lettera anonima che sarebbe pervenuta agli investigatori, ed indirizzata anche alle massime autorità dello stato, del comune, nonché agli organi di polizia e della magistratura.

In sostanza nella lettera si legge dell'insofferenza dei cittadini di Sora di fronte a palesi ingiustizie e a continue "sviste" nella vicenda.
In particolare, l'autore o gli autori della lettera (che abbiamo detto anonima, ma che in realtà è firmata con uno pseudonimo) dichiarano di essere a conoscenza, <<tutti sanno>> , che l'effettiva provenienza dei reperti archeologici sarebbe effettivamente il cantiere Ex Palazzo Tronconi, così come emerso dalle indagini.

Con dovizia di particolari, si fanno nomi e cognomi di alcune persone che avrebbero partecipato all'occultazione dei reperti, persone impegnate nei lavori e amministratori.

Non mancano gli appunti al comando dei vigili urbani che, giornalmente effettua sequestri di carattere edilizio a carico dei privati cittadini, per piccoli ampliamenti o costruzioni di box mentre nessuno ha mai controllato le varie licenze edilizie del costruendo Nuovo Palazzo Tronconi, facendo un chiaro riferimento alla mancanza di autorizzazione da parte della Sovrintendenza alle Belle Arti, autorizzazione concessa solo in presenza di saggi archeologici preventivi, di cui il cantiere in questione (e si è saputo solo grazie alle indagini) è sprovvisto.

Da parte nostra non possiamo che augurarci una giusta conclusine della vicenda, da cui Sora e il suo Museo possa ricavarne vantaggi. E che magari sia solo l'inizio di una nuova consapevolezza e di valorizzazione di un passato in cui la nostra città ha avuto momenti di grande importanza nel contesto storico.

Dall'inizio della vicenda, ci siamo occupati in prima persona (la notizia dei ritrovamenti di reperti in località Cippillo è stata divulgata a mezzo del nostro portale fin da maggio 2001, ben 3 mesi prima che gli stessi reperti fossero fatti ritrovare dinanzi all'ex Carcere di S. Rosalia), e in tutto questo tempo abbiamo avuto modo di sfogliare decine e decine di libri riguardanti la storia antica del nostro territorio, ed in tutti o quasi abbiamo trovato riferimenti al tempio di Serapide.

Il problema, a nostro avviso non è tanto da dove siano uscite queste "PIETRE" , bensì come è possibile che un ritrovamento del genere sia stato occultato, che nonostante le indagini tutti sembrano non sapere, mentre in anonimato <<tutti sanno>>.

Se una cosa del genere fosse accaduta alle falde del Vesuvio o dell'Etna si sarebbe detto …

 

Serapide
Servizio tratto da "IL MESSAGGERO" del 18/12/2003

Sora - Prossima udienza a febbraio
Il giallo dei reperti romani approda in tribunale In otto davanti ai giudici

di PASQUALE MAZZENGA


Si terrà alla fine del prossimo mese di febbraio la prima udienza relativa al processo sui sequestri legati al misterioso ritrovamento, a Sora, di alcuni reperti archeologici di epoca romana.
Il caso destò molta curiosità sin dalle prime battute nel lontano settembre del 2001. Alcuni massi, del peso di diversi quintali, furono fatti ritrovare, davanti all'ex carcere mandamentale, in via Santa Rosalia a Sora. Su quelle grosse pietre erano incisi dei fregi, ed i successivi accertamenti appurarono un'età ricompressa nel periodo d'oro di Roma. L'incredibile ritrovamento riportò in auge le ipotesi storiche legate all'esistenza a Sora di uno sfarzoso tempio dedicato al dio Serapide. La tradizione parla di una grossa struttura edificata nella zona di San Giuliano, dove in epoca cristiana fu, poi, eretta una chiesetta dedicata a quel Santo che i romani avevano lì decapitato. Stranamente, però, le indagini furono indirizzate esclusivamente verso una zona diversa, ed esattamente al di sotto del palazzo Tronconi, in pieno centro cittadino, dove si stavano effettuando dei lavori di ristrutturazione. Il cantiere, da allora, è sotto sequestro e non sono serviti a nulla anche le analisi storiche fatte da esperti qualificati che continuano a sostenere che, in quell'area, nessun romano avrebbe mai realizzato qualcosa, visto che in quell'epoca vi scorreva il Liri, deviato nel suo attuale corso solo dopo alcune centinaia di anni.
Quel processo riguarda ora otto imputati, ossia i proprietari dell'ex palazzo Tronconi, tutti i tecnici coinvolti nella ristrutturazione, alcune ditte di scavo, di movimento terra e di trasporto. Si tornerà a prendere in esame il caso, nella sezione del tribunale di Sora, il 26 febbraio del prossimo anno e, in quella occasione, probabilmente, si conoscerà qualche particolare in più di una storia che sicuramente nasconde ancora molti lati bui e che ha profondi legami proprio con la storia stessa della città di Sora. La chiave del giallo è ora nelle mani dei giudici.

Serapide
Servizio tratto da "IL MESSAGGERO" del 08/03/2004


SORA
Scavi archeologici, una sola certezza: sono finiti i fondi

di PASQUALE MAZZENGA


Tanta confusione e poche certezze. E' questo il riassunto, estremamente stringato, di un lungo consiglio comunale aperto, che gli amministratori sorani hanno voluto dedicare esclusivamente agli scavi in corso in Piazza Annunziata.
La necessità di questa seduta era emersa dopo le tante notizie discordanti che si erano rincorse in questi mesi e da quando, cioè, nel settembre del 2002, Sora era divenuta, improvvisamente, un centro di interesse archeologico. Undici grossi massi furono ritrovati davanti all'ex carcere mandamentale e dopo le indagini si arrivò a sequestrare un cantiere in centro e delle discariche. Poi, si iniziò a scavare in Piazza Annunziata, nei pressi di una chiesetta, dove la tradizione vuole che sia stato sepolto il martire sorano San Giuliano, dopo la sua decapitazione, al tempo dei Romani.

Si è parlato anche di questo, nel consiglio comunale, e delle varie ricostruzioni storiche che vorrebbero a Sora la presenza di un imponente tempio, forse tra i più grandi dell'antichità, dedicato al dio Serapide. Da quelle parti, però, si è scavato a fondo per gettare le fondamenta di un grosso centro commerciale, ormai in via di ultimazione, ma, di reperti storici, non ne sarebbero emersi. Quando, però, ci si è spostati di qualche metro, non più di cinque, ecco che sono saltate fuori mura romane e tombe, archeologicamente interessanti. In quest'area, le ricerche sono attualmente in corso e proprio di quegli scavi si doveva parlare ieri, ma si è finito con il dilagare e, come detto, di certezze, nemmeno a parlarne, a parte quella che vede la Sovraintendenza ai Beni archeologici non avere a disposizione i finanziamenti necessari per fare chiarezza.

Serapide
COMITATO S.O.S. SERAPIDE 03/04/04

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza.

con questa frase dell'Inferno (CANTO XXVI) della Divina Commedia, Dante nel 1300 aveva già dato un senso sia alla propria esistenza che a quella dell'intero genere umano, ovvero: ci dava ancor prima del famoso "cogito ergo sum" di Cartesio, l'importante indicazione di non essere stati concepiti per comportarci come dei semplici animali ma per seguire le virtù della saggezza e della conoscenza e quindi ci suggeriva di studiare e approfondire tutto quelloche ci circonda, le nostre origini, ecc...
Con questa importantissima frase di Dante, desidero proporre un momento di riflessione per tutti i sorani, dicendo loro di unirsi almeno idealmente ai nostri sforzi affinchè la nostra città possa riscoprire le sue vere origini, e dico questo non solo per tentar di portare avanti al meglio, tutti i discorsi riguardanti un miglior controllo attorno a Piazza Annunziata, che da ormai 3 anni stiamo svolgendo, lateralmente a quelli che si stanno attualmente realizzando sotto la direzione della Soprintendenza.
Tali scavi archeologici sono indispensabili, per comprendere la vera importanza che la nostra Sora aveva più di duemila anni fa per questo i cittadini devono essere più partecipi, più attenti a tutto quello che sta succedendo dentro e intorno a questa nostra piazza dare il proprio contributo attivo, fatto di suggerimenti, proposte, denunce (anche anonime, purchè verificabili) affinchè tutte le nostre forze non vadano deluse ed inutilmente sprecate, che si possa portare a buon fine tutte le speranze di coloro, che desiderano portare Sora alla ribalta, del suo vero ruolo socio-culturale e artistico! E sopratutto perchè Piazza Annunziata può e deve diventare un parco archeologico, a cielo aperto, con camminamenti trasparenti e quindi non solo patrimonio nostro, ma di tutta l'umanità ... UNIAMOCI PER IL BENE DI SORA ...
P.S.
Se non volete entrare "in prima linea" con noi, se avete timori o titubanze particolari, potete comunque esserci vicini ugualmente, contattandoci, scrivendoci, dandoci i vostri suggerimenti e le vostre proposte, farci sapere che esistete ...

Comitato S.O.S Serapide

 

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Ultimo aggiornamento esguito oggi Sabato 03-Apr-2004 17:29
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