Il Tanatoico Sorano II
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  • Passiamo adesso a ricordare alcuni momenti di storia sorana mediante le vestigia e le parti monumentali delle sorane catacombe; discorso analitico ed esemplificativo, ma non esaustivo.

  • Entrati nella necropoli, si gira subito a sinistra e si costeggia il muro di cinta, accedendo poi alla Cappella di San Bartolomeo; all’interno di essa, al termine dei colombari laterali, scorgiamo due lapidi; una riporta quanto segue:

  • QUESTO SEPOLCRETO DELLA VENERABILE CONFRATERNITA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO RICOSTRUITO DOPO L’IMMANE CATASTROFE DEL 13 GENNAIO 1915 VENNE ADDì 31 LUGLIO 1932 PRESENTI AUTORITà E POPOLO SOLENNEMENTE BENEDETTO DA S.E. IL VESCOVO DI SORA MONS. AGOSTINO MANCINELLI 

  • L’altra, posta di fronte alla lapide precedente, dice: IN QUESTO SEPOLCRETO FURONO RACCOLTE LE RELIQUIE DELL’ARCIPRETE D. FILIPPO ANNESSI MORTO IL 15 MARZO 1880 ESTRATTE DALLA TOMBA ROVINATA DAL TERREMOTO DEL 13 GENNAIO 1915 

  • SACERDOTE ESEMPLARE PER GUADAGNARE TUTTI A CRISTO SI FECE TUTTO PER TUTTI POVERO PER I POVERI CONSOLATORE PER GLI AFFLITTI PADRE AMOROSO DEGLI ORFANI

  • PER OSSEQUIO ALLA VENERATA MEMORIA QUESTA CONFRATERNITA E L’ARC. D. PASQUALE TATANGELO FECERO DEPORRE

  • 3.8.1932-A.X

  • Nell’ala destra della sacra costruzione, in una cappella privata, è tumulato il poeta dialettale Riccardo Gulia e sulla lapide sono stati riportati alcuni suoi celebri versi:

  • I E’ PROPRIA PE’ ’STA FEDE, CH’è POESIA, CH’è PàLPETE ’E ’NN’AMORE CHE ’N TRADISCE,

  • CH’I GODE SE ’NNA PAGGENA ’E LLA MIA... PO’ FA’ SCURDà CA’ PENA A CHI PATISCE!

  • nel corridoio laterale destro, curioso arcosolio della famiglia Mantova.

  • Torniamo adesso nel vialetto ed accediamo alla finitima Cappella della Confraternita dei Sacconi. Scendiamo nei sotterranei e confluiamo nella cripta. Proprio in quest’area si possono osservare due particolari curiosi: sul pavimento una lastra in bassorilievo che rappresenta la morte, con un teschio recante in basso due femori disposti a croce di Sant’Andrea, rappresentazione simile a quella che si trovava una volta sulla facciata della Chiesa di San Francesco, nel centro di Sora, e che sia simboleggia la spiritualità del luogo sacro sia ricorda la Confraternita della Buona Morte, da cui presumibilmente deriverebbe l’attuale Congrega dei Sacconi.

  • A poca distanza da questa lastra si trova un coperchio-tombino datato MDCCVI, 1706 portato sicuramente qui dalla chiesa e che serviva a coprire qualche vano del sepolcreto sotterraneo, visto l’invalso uso, fino all’inizio del secolo scorso, di seppellire i cadaveri all’interno delle chiese. Gli stessi coperchi, dovendo coprire bene l’apertura della sepoltura, erano spesso sostituiti e venivano inoltre coperti ai lati, in corrispondenza delle fessure, di idrossido di calcio, calce spenta, per impedire il fetore dei cadaveri e per frenare e neutralizzare le esalazioni, attraverso le commettiture, di gas della putrefazione, come la fosfina o idrogeno fosforato, chimicamente responsabile dei fuochi fatui.

  • Nella stessa area è ubicata la lapide

    CONIUGI

BENIAMINO TERENZIO E LEONILDE LA POSTA

1860-1915

  • IL PRIMO APPENA DOPO IL TERREMOTO 1915 RIATTIVò IN UN VAGONE FERROVIARIO IL SERVIZIO TELEGRAFICO PER COMUNICARE IL DISASTRO AL GOVERNO E CHIEDERE PRONTI SOCCORSI PER LA POPOLAZIONE AFFAMATA E FERITA

  • LA SECONDA INCORAGGIò E SORRESSE IL CONSORTE NEL SUO EROICO ALTRUISMO

  • ENTRAMBI MORTI DI STENTI IN QUEL TRAGICO GENNAIO

  • Nel piano superiore sono interessanti, a sinistra subito dopo l’ingresso, il sepolcro gentilizio della famiglia Mobilj Carrara con monumento e busto ed il lampadario in ferro battuto, opera dell’abilissimo fabbro ferraio sorano Nicola Castellucci.

  • Proseguiamo verso la parte superiore, lasciando alla nostra destra le aree d’inumazione, e transitiamo davanti alla Cappella della famiglia Gerardo Iafrate, realizzata in stile gotico con suggestivi elementi e riferimenti cuspidali e strutturali realizzati con lo spugnitoso travertino, pietra locale un tempo assai utilizzata nelle costruzioni. A distanza di pochi metri, nella parte superiore della Cappella di San Rocco, maestoso tumulo di Achille Lauri, brillante ed instancabile storico sorano. Usciti dall’edifizio funerario dedicato al Santo Pellegrino di Montpellier, poco più avanti, sorge il mausoleo della famiglia Boimond, caratteristico per la sepoltura ad inumazione disposta lateralmente e che accoglie le spoglie mortali della cameriera dell’illustre casato, seppellita vicino ai suoi datori di lavoro per i tanti anni di onorato servizio e per la sua commovente fedeltà.

  • Accediamo adesso all’albergo della morte della Confraternita dell’Addolorata, dove si possono leggere alcune interessanti lapidi concernenti il trascorso del sacro luogo. All’ingresso, una, tradotta, recita:

IL SODALIZIO DI MARIA ADDOLORATA SI PREOCCUPò DI COSTRUIRE QUESTO SEPOLCRETO, DURANTE IL PRIORATO DI ANDREA TUZJ, IL QUALE PRESTò IL DENARO PER LA REALIZZAZIONE, NELL’ANNO DEL SIGNORE 1885.

  • Ed un’altra, a poca distanza:

TEMPIETTO, SACRO A MARIA ADDOLORATA, E SEPOLCRETO FURONO PURIFICATI, CON RITO SOLENNE, DALL’ABATE AMMINISTRANTE REVERENDO CANONICO G.B. TUZJ, IL GIORNO 6 SETTEMBRE DELL’ANNO DEL SIGNORE 1885.

  • Nel sepolcreto è ubicata anche la lapide in suffragio di Don Ignazio Bastardi, raggiungibile entrando e andando a destra, in fondo ad uno dei passaggi dell’ambiente.

  • Usciti, ci dirigiamo in basso, e nel campo di inumazione superiore destro, vicino alla Cappella Comunale, si erge maestoso il monumento sepolcrale ad Alberto La Rocca, Medaglia d’Oro al Valore Militare.

  • Sulla facciata della Cappella sopraccitata possiamo leggere:

A QUANTI EMIGRATI DA TERRA SORANA OGGI RIPOSANO ALTROVE LA TERRA NATìA CONSERVANDO MEMORIA GRATITUDINE AFFETTO TUTTI CUSTODISCE COME PRESENTI IN QUESTO LUOGO DI PACE

SORA 1 NOVEMBRE 1984

  • Il medesimo luogo sacro ricorda purtroppo all’interno un avvenimento nefasto:

NELLA NOTTE DEL 29 MAGGIO 1976 IGNOTI TRAFUGARONO DA QUESTO ALTARE LE OSTIE CONSACRATE. Tale delittuoso evento addolorò tantissimo il Cappellano e compianto Cancelliere della Curia Monsignor Dino Facchini, ed in riparazione della profanazione-trafugazione, quell’anno l’itinerario della Processione del Corpus Domini fu integrato da un passaggio presso il luogo dell’orrendo misfatto ed a riparazione del medesimo.

  • Inoltre le aperture laterali dell’edifizio consacrato presentano alcune grate in ferro battuto recanti elementi funerei, ad esempio le scritte:

MORTE GIUDIZIO INFERNO PARADISO

  • Abbiamo parlato di processione del Corpus Domini, allora accenniamo anche alle altre manifestazioni di devozione popolare che interessano la certosa; nella notte tra il giovedì ed il venerdì santo processione dei Sepolcri, detta anche popolarmente rito dei Tamburi, che partendo alle 03:00 a.m. dalla prepositura di Santa Restituta, attraversa la città e transita davanti all’ingresso della necropoli quasi alla fine del suo itinerario.

Inoltre, un tempo, processione della Santa Croce, durante il pomeriggio della terza domenica di Quaresima; partendo da Santa Restituta, con un simulacro della nostra unica speranza di salvezza, la Confraternita dell’Immacolata o dei Poveri, assaccata, con il concorso dei parrocchiani, raggiungeva processionalmente la necropoli, raccogliendosi in preghiera nel sepolcreto del sodalizio intitolato a San Rocco, con la predica del Preposto e recitando il Santissimo Rosario per le anime del Purgatorio. Dopo alcuni anni di interruzione, la pia cerimonia è stata ripresa e continua adesso sotto l’illuminato priorato di Antonio Petrozzi, devotissimo fedele dell’Immacolata, animato da un profondo amore per la chiesa di Santa Restituta e da una ancora più forte dedizione alla pia associazione, ritenendo di non fare mai abbastanza, nonostante tutte le energie profuse. In continua ansia per il benessere spirituale della devota congrega, carico di entusiasmo e con il cuore colmo di fede e di devozione, è però anche dotato di una grande umiltà in quanto vuole sempre che tutto l’operato del sodalizio sia il frutto della collaborazione di tutti i confratelli, che spontaneamente ed attivamente operino nel santo Nome di Maria.

  • Torniamo nel vialetto sopra i campi d’inumazione, e, proseguendo oltre, si arriva ad analoghi settori per il seppellimento, che adempiono alle finalità delle quali al Regolamento di Polizia Mortuaria Decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n° 285 (in supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n° 239, del 12 ottobre), che al capo XVII, articolo 86, comma 2 dice: I feretri estumulati, compresi quelle delle sepolture private a concessione perpetua, devono essere inumati dopo che sia stata praticata nella cassa metallica una opportuna apertura al fine di consentire la ripresa del processo di mineralizzazione del cadavere.

  • Comma 3: Per le salme estumulate allo scadere di concessioni della durata di oltre venti anni il periodo di rotazione del terreno può essere abbreviato al termine minimo di cinque anni. Infatti, mentre dopo il periodo di rotazione di 10 anni relativo all’inumazione, le spoglie mortali sono pronte per l’ossario, raccolte nelle cassette di zinco delle quali al capo IV, articolo 36, comma 2, per la tumulazione, dopo venti ed anche trenta anni, a causa dell’ambiente secco e ventilato e della ridotta assunzione di farmaci delle salme quando erano in vita, si instaurano processi di corificazione, mummificazione, saponificazione, ecc., che impongono la successiva sepoltura dei resti, che in un periodo di cinque anni sono completamente mineralizzati, in base alla tipologia di terreno (ad esempio, nel Camposanto Monumentale di Pisa vi era un terreno di riporto proveniente dal Monte Golgota e portato nella città dalle galee di ritorno da una crociata capace di mineralizzare un cadavere in 24 ore). A proposito del terreno del sepolcreto, esso è sciolto ed è il prodotto di erosione e di spostamento a valle per gelivazione, pioggia, sconvolgimenti, del materiale costituente la collina dei Forletta, considerando che si trova alla base del rilievo, con il quale era in continuità fino all’effettuazione del taglio della zona dovuto ai lavori di realizzazione della linea ferroviaria Roccasecca-Avezzano.

  • D’altronde, fino alla contrada Valleradice, è tutto un susseguirsi di rientranze e sporgenze dovute a fenomeni di spostamento e di assestamento.

  • A proposito, i campi d’inumazione sono in leggera pendenza, affinché le acque meteoriche, non creino pozzanghere e per il loro veloce smaltimento, anche se il tasso di umidità del terreno non può scendere sotto certi valori, altrimenti verrebbe influenzato negativamente il processo di mineralizzazione del cadavere.


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