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Scuole |
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Scuole è superfluo fare un elenco di scuole, che risulterà per il lettore noioso
ed inutile, visto che può leggerlo sull’elenco telefonico; si intende invece
fare un’analisi delle istituzioni scolastiche della nostra città. Ed in
second’ordine, passare in rapida rassegna le principali scuole medie
cittadine, nelle quali volenterosi discenti imparano da preparatissimi docenti
di lunga esperienza. In queste scuole, luminose lanterne del futuro, troviamo una grande marea di
ragazzi aspiranti al sapere, capaci, volenterosi, desiderosi di bere alla
fontana della sapienza. Dall’altro lato della cattedra insegnanti validi e
capaci, che spesso si sono in gioventù appressati alla fontana della conoscenza
nelle medesime scuole nelle quali ora spezzano ai giovani il pane della scienza. Queste istituzioni sono i fari della civiltà, capsule piene di semi dai
quali spunterà un futuro migliore e più saggio per Sora e le zone vicine; è
ovvio infatti che alle nostre scuole è legato il nostro futuro, ed esso si
svilupperà in base alla formazione impartita ai discenti. L’istituzione scolastica, infatti, deve provvedere alla formazione, negli
alunni, di una struttura mentale capace di affrontare, analizzare e risolvere
problemi e di assimilare il nuovo sapere con criteri logici e con metodologie
che permettano le connessioni interdisciplinari. Lo studio delle materie deve fornire all’allievo un’impostazione
metodologica e razionale perché siamo sempre più protagonisti di una
situazione culturale e professionale in continua e rapida evoluzione, e dobbiamo
proporci come parte attiva e dinamica del progresso della società moderna.
Questi sono obiettivi primari per formare uomini razionali, pronti a ricevere ed
elaborare stimoli esterni, capaci di dare il loro contributo intellettivo
all’avanzamento della civiltà e delle scienze. In fondo, l’intelligenza è la capacità di affrontare e risolvere
problemi, e la genialità è la capacità di risolverli in maniera sorprendente
e razionale. Le scuole sono poste in ordine
alfabetico. Medie
Inferiori Amedeo Carnevale:
si trova nel Palazzo degli Studi, in via Trieste 10, con sezione staccata in via
Marconi. Giuseppe Mazzini:
nel palazzo Leonetti, in via Michele Biancale, ultima in ordine di istituzione. Giuseppe Rosati:
nel Palazzo degli Studi, in lungoliri Vincenzo Simoncelli, con sezione staccata
nella frazione di Carnello, in via Madonna della Stella. Scuola Media nell’Istituto Santa
Giovanna Antida, in lungoliri
Vincenzo Simoncelli. Medie
Superiori Istituto Magistrale Statale
"Vincenzo Gioberti" in
via Spinelle. Nuova e modernissima costruzione in cui giovani, principalmente ragazze,
frequentano il quadriennio sostenendo alla fine l’esame di maturità; dopo
averlo superato, conseguono il diploma che le avvia sulla strada
dell’insegnamento nella scuola materna ed elementare, o che fa iniziare loro
la carriera universitaria in qualche corso di laurea che sia in linea col
percorso di studi seguito. Per poter accedere a tutte le facoltà universitarie
devono frequentare l’anno integrativo. Istituto Professionale di Stato per i
Servizi Commerciali "Luigi Einaudi"
(Segretari d’Azienda): in viale San Domenico (Palazzo Iafrate), la scuola
prepara personale qualificatissimo specializzato nello svolgimento di delicate
mansioni negli uffici delle aziende; infatti nell’Istituto si insegnano lingue
estere, si insegna ad usare le macchine per la contabilità computerizzata e
tutto quanto può risultare utile nella professione futura. Istituto Professionale di Stato per
l’Industria e l’Artigianato "Giustiniano Nicolucci",
in via Bruno Buozzi; ha il compito di fornire un’istruzione indirizzata anche
ai rami della tecnica moderna, soprattutto all’elettronica ed
all’elettrotecnica, con lezioni applicative ed ausili didattici costituiti da
modernissime apparecchiature. Istituto Statale d’Arte
"Antonio Valente" in via
Michele Biancale, Palazzo Leonetti. Valida scuola dove gli studenti possono dare
sfogo alla loro creatività ed alla loro sensibilità artistica, e
contemporaneamente acquisire un notevole bagaglio culturale; dopo il
conseguimento del diploma, si possono proseguire gli studi in ambito
universitario e presso l’Accademia di Belle Arti. Istituto Tecnico Femminile Statale:
in via Trieste, 4; molto frequentato l’indirizzo biologico-sanitario. Istituto Tecnico Statale Commerciale
"Cesare Baronio": in una
modernissima costruzione, al numero 1 di via Ludovico Ariosto. Nato come Istituto Tecnico nel 1921, regificato nel 1925 su richiesta del
podestà Annibale Petricca; per alcuni anni è stato l’unico Istituto Tecnico
della Provincia e, prima della sua istituzione, un giovane che avesse voluto
diventare geometra o ragioniere, avrebbe dovuto recarsi a L’Aquila, Caserta o
Velletri. In questa scuola ha studiato anche l’alvitano Antonio Fazio diplomatosi
assistente tecnico (geometra) nel 1954 e divenuto l’attuale Governatore della
Banca d’Italia. In seguito l’Istituzione si è suddivisa in Istituto Tecnico Statale
Commerciale "Cesare Baronio" ed Istituto Tecnico Statale per Geometri
intitolato al grande progettista Pier Luigi Nervi. Nell’Istituto Tecnico
Statale Commerciale è attivato anche l’indirizzo "Ragionieri
Programmatori". Istituto Tecnico Statale per Geometri
"Pier Luigi Nervi"; se n’è appena parlato, nel paragrafo precedente; si trova in viale San
Domenico e da esso dipende la sezione staccata, con indirizzo commerciale, a
Ponte Melfa (Atina Inferiore). Fino a qualche anno fa, essa dipendeva dall’Istituto "Cesare Baronio",
ma in seguito è stata unita all’Istituto "Pier Luigi Nervi" poiché
quest’ultimo aveva un numero inferiore di studenti. Liceo Ginnasio Statale "Vincenzo
Simoncelli", nel Palazzo
degli Studi, in lungoliri Vincenzo Simoncelli. Creato dopo il secondo conflitto
mondiale, ha attivato recentemente corsi sperimentali che prevedono, oltre alle
lezioni normali, anche lo studio di altre materie (diritto, economia) ritenute
importanti con l’evoluzione dei tempi. Liceo Scientifico Statale
"Leonardo da Vinci" in
viale San Domenico; nato nell’anno scolastico 1969-1970 soltanto con le prime
due classi, come sezione staccata del Liceo Scientifico Statale "G.
Sulpicio" di Veroli, si è poi reso autonomo. Centri
di formazione professionale E.S.E.F., Ente Scuola Edile Frosinone,
con sede a Sora, in via Chiesa
Nuova; organizza corsi di formazione professionale nell’ambito
dell’edilizia. Centro regionale di formazione
professionale "Regione Lazio", in viale San Domenico, 23: il centro ha iniziato la sua attività il primo
ottobre 1963 e ha recato notevoli vantaggi ai giovani di Sora e delle zone
limitrofe, in quanto ha permesso loro di conseguire una qualifica utilissima per
un migliore inserimento nel mondo del lavoro; oltre ai corsi di meccanica, di
elettronica e di elettrotecnica, ultimamente ne ha attivati altri, più attuali
ed al passo con i tempi: corso per operatori, corso per programmatori e corso di
grafica, che preparano alla rivoluzione informatica che sta cambiando la vita
dell’uomo. Corsi
Universitari Diploma Universitario in Scienze
Infermieristiche: dipendente dalla
Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Tor Vergata
(Seconda Università di Roma). I diplomi universitari (definiti impropriamente
"lauree brevi"), hanno avuto in Italia un forte sviluppo ultimamente
perché la nostra nazione ha dovuto adeguarsi alla Comunità Economica Europea,
all’interno della quale l’istituzione del diploma universitario è una realtà
consolidata. Si prevede l’istituzione di qualche altro corso in tempi non lontani. Un
rimpianto va sicuramente alla Libera Facoltà di Medicina e Chirurgia, che, pur
dipendendo dall’Università "La Sapienza" di Roma, aveva sede a Sora;
questa creatura scientifica è nata e morta negli anni settanta, senza che si
consolidasse, ha avuto una vita brevissima. Un sentito ringraziamento va tributato dai Sorani agli esponenti del clero
cittadino, che nel passato si sono prodigati per istruire, educare ed insegnare,
in tempi diversi dai nostri, nei quali le scuole, soprattutto quelle superiori,
non esistevano affatto. Questi preti hanno illuminato il loro prossimo con la
fiaccola del sapere e lo hanno rischiarato con la luce dell’istruzione;
ricordiamo per il loro immenso ed impagabile contributo, che ha formato intere
generazioni di professionisti, due figure esemplari: Amedeo e Luigi Carnevale. Questo lodevole lavoro continua, affiancato alla scuola pubblica: ne è un
fulgido esempio l’Istituto "Santa Giovanna Antida". Non
dimentichiamo poi "Villa Angelina", che in passato, prima
dell’istituzione delle Scuole Classiche nella nostra città, ha preparato
generazioni di professionisti per metterli in grado di proseguire gli studi in
ambito universitario. Parliamo ora di insigni personaggi della nostra zona ai quali non sono stati
intitolati luoghi, vie o piazze, bensì scuole, templi della sapienza, culle
della cultura e della scienza, dove vengono temprate le nuove leve per
l’avanzamento del progresso e della civiltà umana: 1) Giustiniano Nicolucci: nacque
ad Isola del Liri il 12 marzo 1819; fu un grande studioso ed un illustre docente
di Scienze Etnologiche ed Antropologiche presso l’Università degli Studi di
Napoli; soprattutto nella seconda metà del secolo scorso si occupò
sistematicamente di studiare i reperti trovati nelle nostre zone e di leggere,
in quei pochi grammi, e con la sua grande preparazione, la preistoria, il
passato, le origini delle nostre contrade. Numerose le sue pubblicazioni, sulla grotta Còla nei pressi delle sorgenti
del Liri e su ritrovamenti, avvenuti in zona, di crani ed oggetti preistorici.
Il Nicolucci lasciò questo mondo il 15 giugno 1904 nella città natale. 2) Achille Lauri: gli è stata
intitolata, il 5 giugno 1982, la scuola elementare nel rione "Santa Maria". Il Lauri, di nobil prosapia, nacque a Sora, il 24 agosto 1884; studiò nel
Seminario cittadino e poi esercitò svariati mestieri. Cominciò ad insegnare a
Caserta e poi a Sora, per 43 anni, nelle scuole elementari. Instancabile
studioso, autore di un centinaio di scritti, fra monografie, articoli e saggi.
Fu Ispettore Onorario ai Monumenti, Antichità e Belle Arti e l’organizzatore
ed il direttore del Museo Archeologico di Sora. E proprio nella nostra città,
il Lauri andò a Patrasso, l’11 aprile 1965. 3) Arduino Carbone: gli è stata
intitolata, nel 1983, la più antica scuola elementare di Sora, in via Dante
Alighieri. Il Carbone nacque a Posta Fibreno il 27 febbraio 1913. Fu Direttore
Didattico del I° Circolo di Sora, valente giornalista, appassionato ricercatore
delle memorie patrie, tanto da meritare il Premio per la Cultura della
Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fu anche Ispettore Onorario per i Monumenti e le Antichità, e pubblicò
monografie, saggi, articoli, anche se la sua opera più famosa rimane "La
Città di Sora", Tipografia dell’Abbazia di Casamari, 1970. Biotelìa lo colse, nella città natale, il 26 ottobre 1975. 4) Giuseppe Ruggeri: gli è stata
intitolata la scuola elementare in via Carlo Pisacane. Il Ruggeri è stato un
famoso educatore sorano, sindaco della nostra città nel periodo 1963-1964. Sono state inoltre intitolate scuole medie inferiori a Giuseppe Rosati ed
Amedeo Carnevale, il Liceo Ginnasio Statale a Vincenzo Simoncelli, l’Istituto
Statale d’Arte ad Antonio Valente e l’Istituto Tecnico Statale Commerciale a
Cesare Baronio, ma di queste personalità abbiamo già parlato nella sezione dei
toponimi, in quanto a loro sono state intitolate anche vie, piazze, parchi e
lungoliri. Ricerca genealogica Alla luce di quanto è stato esposto a proposito degli Archivi parrocchiali,
ora si vogliono tracciare per grandi linee le procedure per una ricerca
generazionale, per ricostruire l’ambìto albero genealogico; è
un’operazione che affascina tutti, desiderosi di conoscere le proprie origini
e speranzosi di trovarvi qualche personaggio importante o di appartenere a
qualche nobile casato. Alcune precisazioni: si può partire dagli ultimi antenati dei quali si
avevano dati precisi, e poi andare indietro nel tempo; io sono partito dal padre
per completezza esplicativa; la procedura può essere estesa dagli antenati alle
antenate; la ricerca difficilmente si fermerà a Sora, chiaramente potrà anche
spostarsi in altre città, in quanto è difficile che per parecchi secoli una
persona ed i suoi discendenti siano sempre vissuti a Sora ed abbiano avuto
legami soltanto con persone comportatesi alla stessa maniera; pertanto sarà
necessario visitare ripetutamente i vari Archivi parrocchiali della nostra città
e di altre; ma se si considera che il costo di una ricerca genealogica si aggira
sui cinque milioni, ci si renderà conto che è meglio agire autonomamente,
anche se con meno esperienza. La procedura è la seguente: bisogna fondare la ricerca su documenti
storici, che possono essere: 1) Atti dello Stato Civile, che
sono i più completi, ma purtroppo coprono un intervallo temporale non molto
esteso; 2) Atti di natura civile, in
particolare atti notarili, che possono risalire anche ad epoche assai antiche,
ma non esistono sempre; 3) Atti parrocchiali: decorrono da
epoche assai antiche e sono una documentazione omogenea su tutto il territorio
nazionale per almeno 400 anni, e sarà bene fondare su questi documenti la
nostra indagine. Stabilite le fonti da utilizzare, diciamo come effettuare la ricerca. Con i
registri parrocchiali, bisogna partire dall’Atto di Battesimo di nostro padre;
ottenibile sapendo il suo preciso luogo di nascita, il quartiere o la contrada
dove abitava con la famiglia e risalendo alla Parrocchia relativa a quel
territorio; però non basta che sia territorialmente relativa oggi, doveva
esserlo soprattutto ai tempi del Battesimo. Ottenuto l’Atto di Battesimo, veniamo in possesso di due importanti dati:
i nomi dei nostri nonni (paterni). Di essi dobbiamo rintracciare il Certificato di Matrimonio; in questo
passaggio bisogna tenere conto del fatto che i matrimoni venivano celebrati nel
luogo di residenza della sposa e quindi nella parrocchia relativa a quella zona;
ed è qui che dovremo recarci per il Certificato di Matrimonio; dopo averlo
ottenuto, potremo leggere un nuovo dato, il nome del nostro bisnonno, riportato
come padre dello sposo. Adesso abbiamo bisogno dell’Atto di Morte di nostro
nonno, ottenibile conoscendo la data del trapasso e la parrocchia dove si svolse
il funerale. Sul documento troveremo i dati della moglie, nostra nonna paterna,
e così potremo anche esercitare una funzione di controllo. Sull’Atto
troveremo anche l’età del defunto e l’anno di dipartita, ed avendo già
ottenuto anche il suo nome e quello del padre, saremo in possesso delle chiavi
necessarie per risalire all’Atto di Battesimo di nostro nonno, sul quale
troveremo, oltre al nome ed alla data di nascita, anche i nomi dei nostri
bisnonni (paterni), ottenendo un’ulteriore conferma. E ciclicamente la procedura si
ripete, per risalire di un’altra generazione. Per gli atti dello Stato Civile, bisogna muoversi nell’ambito degli
archivi comunali. Per quanto riguarda gli atti notarili, possiamo partire da quelli in nostro
possesso e proseguire tramite gli archivi dei notai ancora vivi, ma soprattutto
attraverso l’Archivio Notarile Distrettuale di Cassino, che conserva i rogiti
redatti dai notai passati a miglior vita. Per ottenere i dati necessari per
muoversi tra gli atti notarili, ci si può avvalere anche dell’Ufficio Tecnico
Erariale: fornendo gli identificativi catastali di un immobile, foglio, mappale
e suddivisione, oppure le generalità del proprietario, si ottiene una
consultazione per partita attuale, ricca di dati riguardanti l’atto notarile
concernente l’immobile. La ricerca prospettata non è difficile, per ottenere i pochi dati iniziali
necessari possiamo servirci dell’Ufficio Anagrafe; procedura estremamente più
semplice è quella di servirci delle lapidi nel sepolcreto, soprattutto degli
ossari, sui quali sicuramente possiamo leggere la data della dipartita e
ricavarci in maniera semplicissima la data delle esequie. Sia con l’Ufficio Anagrafe sia con le pietre tombali non andremo molto
lontano nel tempo, ma potremo sicuramente avvantaggiarci nei primi passi
dell’indagine. Bisogna stare attenti al fatto che i nostri antenati possono, soprattutto
per il matrimonio, aver scelto una chiesa o una parrocchia diversa da quella di
appartenenza della sposa, anche se, in fondo, prima la gente non aveva tante
possibilità, come adesso, di operare queste scelte, poiché la vita era meno
confortevole. Sora-Liri Sora è intimamente legata al suo fiume, che in prossimità del centro
urbano forma un meandro, quasi abbracciando la nostra città. Ma il rapporto tra
la gente ed il corso d’acqua è profondamente cambiato in questi secoli. Dapprima il fiume costituiva un riparo dai nemici, le sue limpide acque
venivano prelevate per gli usi domestici, bambini e ragazzi nuotavano e si
divertivano nel corso d’acqua; inoltre le lavandaie, soprattutto sul greto
sotto il muraglione dell’attuale lungoliri Giuseppe Rosati, facevano il bucato
ed i contadini lavavano la gramigna raccolta nei campi e destinata
all’alimentazione animale, soprattutto equina. Inoltre l’acqua del fiume, tramite il leggendario "rotone",
veniva utilizzata per irrigare i campi e la forza idraulica della corrente
azionava i mulini per macinare i cereali. Vi era chi voleva risiedere lontano
dal fiume, come le grandi famiglie sorane, che si costruirono le loro residenze
nel rione Pianello, al riparo da eventuali straripamenti del corso d’acqua. Invece il rione Cittadella si sviluppò abbastanza vicino al fiume, per la
rapidità dell’approvvigionamento idrico. L’unico svantaggio del Liri è stato nei secoli la sua irregolare portata;
d’inverno, molta acqua, dovuta alle alluvioni, e che è assai sporca per le
molte particelle in sospensione; d’estate si ha una portata ridottissima. Questa caratteristica alternanza ha ostacolato lo sviluppo industriale del
centro, sviluppo che, per le attività bisognose d’acqua, si è concretizzato
nella zona meridionale di Sora. Qui infatti abbiamo il Fibreno, che offre acqua limpida ed abbondante in
tutti i periodi dell’anno. Qui nel XV secolo cominciarono le prime attività
di produzione cartaria, introdotte dai maestri fabrianesi, specialisti in
quest’attività. Ai nostri giorni il Liri idroxantoforo è assai sfruttato per
l’irrigazione agricola; una gigantesca diga ne ha sbarrato il corso, in
contrada Valfrancesca, incanalando l’acqua verso le contrade periferiche,
bisognose di acqua, perché fitte di appezzamenti destinati a coltivazioni
agricole; l’anacronistico "rotone" ha quindi ceduto il passo ad
impieghi ben più vasti delle acque lirinati. Nella Valle Roveto il serpente liquido viene sfruttato per animare le
centrali idroelettriche di Canistro, Morino e Balsorano; per le loro esigenze
l’acqua del Liri viene incanalata quasi alla sorgente e poi restituita man
mano che viene utilizzata. Ciò ha reso quasi impossibile gli usi antichi dei valligiani che
utillizzavano il flusso liquido per l’abbeveraggio del bestiame e per
l’irrigazione poderale. In più l’agricoltura e l’allevamento sono entrati
in crisi. Le conseguenze sono facilmente intuibili; i poderani hanno dovuto cambiare
mestiere, inserendosi soprattutto nel settore edilizio. Una volta per i loro antenati il nastro d’acqua era un mezzo di difesa che
frenava il nemico, mentre loro se ne stavano sulle alture; per i valligiani oggi
il Liri, invece, è un ricordo da portare nel loro cuore, quando, per motivi di
lavoro, sono costretti a spostarsi in altre città. Oggi tra i Sorani ed il Liri idrocrisoforo esiste una sorta di rapporto di
odio e di amore, di paura e di passione. Quando il Liri fluisce dolcemente ritempra lo spirito dei Sorani, ma quando
scorre impetuoso è temuto e provoca danni con la sua fiumana devastatrice,
soprattutto nelle contrade Salceto e Tófaro. Perché accade questo? Il ponte di Napoli si trova ad un’altitudine di circa 284 metri ed il
ponte San Domenico a circa 270 metri; quindi il dislivello risultante è di
circa 14 metri. Il percorso tra i due ponti è molto lungo, perché sinuoso, con
molti meandri; per cui la pendenza risultante è di circa 3 m/Km . Le anse
favoriscono il rigurgito dell’ondata idrica, quindi, rettificando alcuni
tratti del corso del fiume, si favorirebbe il deflusso idrico; inoltre si
ridurrebbe la lunghezza del percorso, e conseguentemente aumenterebbe il
dislivello. Affinché questo aumento di pendenza si traduca effettivamente in un
incremento della velocità di deflusso, si dovrebbero eliminare molteplici
ostacoli e risolvere svariati problemi, perché la situazione è complessa e vi
entrano in gioco tanti fattori; per qualsiasi intervento, si incontrerebbe
l’ostilità dei proprietari dei poderi lungo le rive, anche se i terreni
utilizzati verrebbero scambiati con altri; poi l’esistenza dello sbarramento
fisso lungo il fiume all’interno dell’ex Cartiera Boimond, di cui si parlerà
tra poco; lo sbarramento vanificherebbe questo lavoro, per cui è necessario
affrontare diversamente la situazione e risolvere i vari problemi che concorrono
a creare il drammatico quadro. Alcuni tratti degli argini sono danneggiati ed andrebbero opportunamente
risistemati; inoltre il Liri trasporta in sospensione una grande quantità di
detriti e rifiuti che si depositano nel letto; un’intelligente azione di
dragaggio dovrebbe provvedere alla rimozione di questi detriti, che alzano il
letto del fiume; e rimossi andrebbero anche gli ostacoli che si oppongono al
deflusso delle acque, alberi ed arbusti posti lungo le rive che invadono
l’alveo del Liri. Allargare le sponde dopo la sistemazione degli argini non è fattibile anche
se aumenterebbe il volume dell’alveo e la quantità d’acqua che può esservi
contenuta. Il problema è aggravato dalla presenza di uno sbarramento fisso sul
corso d’acqua, all’interno dell’ex Cartiera Boimond; lo sbarramento
regolava il flusso delle acque lirinati per alimentare la cartiera, ormai
chiusa; ed ora purtroppo fa alzare il livello del Liri in maniera molto
consistente, con conseguenze intuibili e a detrimento soprattutto della contrada
Barca San Domenico. Eliminare quella diga o sostituirla con una mobile, da
aprire nell’eventualità di una fiumana, non sono soluzioni molto sagge;
soprattutto nel secondo caso si procurerebbe un disastro ad Isola del Liri, per
il brusco aumento della portata idrica. Sicuramente la situazione migliorerebbe se venisse completato il canale
scolmatore, che parte dalle pendici della collina di San Sebastiano e sfocia
nella periferia di Isola del Liri, in località San Paolo. Lo scolmatore, per il
quale sono stati spesi una ventina di miliardi, è rimasto incompiuto; se
venisse ultimato esplicherebbe un’efficace ed intelligente azione ed
un’importante funzione di by-pass;
infatti parte delle acque del Liri, quelle in eccesso, invece di defluire lungo
il percorso del fiume verrebbero convogliate dallo scolmatore verso la località
San Paolo, dove il letto è abbastanza profondo e defluirebbero così più
celermente e senza danni. Quale prospettiva per il futuro? Siamo alle soglie del terzo millennio! Il tempo avanza, e Sora? Essa
continua a vivere, fiera della sua millenaria storia, anche se con piccoli
problemi che però vengono sistematicamente risolti dai nostri validi
amministratori, indiscussi e carismatici moderatori ed intelligenti e preparati
propulsori dell’intera attività comunale. Essi sono: Il
Sindaco: Ragioniere Enzo
Di Stefano Il
Vicesindaco ed Assessore agli affari generali, commercio, servizi demografici e
personale: Avvocato Raffaele
Monaco Assessore
ai lavori pubblici: Signor Rocco
Aprile Assessore
alla cultura, pubblica istruzione e servizi sociali: Ragioniere
Rodolfo Sperduti Assessore
al bilancio e tributi: Dottor Angelo
Carlesimo Assessore
all’urbanistica: Ingegner Renato
Morganti A Toronto c’è un’altra Sora è vero. Esiste un’altra Sora: in Canada, a Toronto, a circa settemila
chilometri di distanza dalla cittadina laziale, adagiata ai piedi della collina
della Madonna delle Grazie. Nella metropoli canadese, infatti, vivono più di
diecimila sorani che, con il loro lavoro, i loro sacrifici ed il loro impegno
costante e generoso, hanno dato un contributo rilevante allo sviluppo
dell’economia, della cultura e della civiltà di quell’immensa ed ospitale
nazione. Tutti si sentono, per nascita o per adozione, cittadini a pieno titolo
del nuovo paese, ma, nello stesso tempo, la "soranità" insita ed
incancellabile in ciascuno di essi fa sì che la nostalgia più o meno latente,
ma sempre intensa, affiori di tanto in tanto e che il "mal di
lontananza" si manifesti in diversi modi. Questo spirito di profonda e ricca umanità che unisce i sorani del Canada
alla terra di origine ha promosso iniziative di ogni genere che forse non
trovano riscontro in altre parti del mondo. Molti anni fa è nato il SORA CLUB
di Toronto che, animato da un vero bisogno di fraternità e solidarietà,
continua a promuovere una cooperazione ammirevole che si esprime concretamente
in attivi interventi umanitari, assistenziali e caritativi in varie maniere
articolati, sia in Italia che in Canada, a favore di persone colpite da dolorose
avversità o vittime di calamità naturali. Il legame, inoltre, tra la
madrepatria ed il Canada è tenuto vivo dalle periodiche e reciproche visite che
personalità, semplici cittadini, gruppi organizzati, associazioni e delegazioni
si scambiano in un clima di amicizia, entusiasmo, affetto e simpatia. Tutto ciò
rinsalda maggiormente la comprensione e la stima tra le due comunità così
distanti tra di loro, eppure così vicine nella ricerca del bene comune e nel
desiderio di una chiara promozione umana e sociale, sia in chiave personale che
collettiva. Numerose sono poi le attività, a carattere culturale e religioso,
atte a risvegliare, nei sorani residenti in Canada, il senso di appartenenza
alla terra di origine ed a favorire la doverosa presa di coscienza di tenere
alto il buon nome ed il prestigio di Sora. Come non ricordare, a riguardo, la
pubblicazione, in dialetto sorano, di raccolte poetiche che descrivono la vita,
i tipi caratteristici, gli aspetti curiosi, ma significativi, di una Sora ormai
scomparsa, ma che resterà sempre impressa nel cuore di tutti, perché parte
integrante delle radici e della storia dei "canadesi"? Così pure
molto importante si è rivelata la "Mostra delle memorie sorane",
allestita a Toronto, ammirata da tanti visitatori che spesso non hanno potuto
celare la loro commozione davanti ai ricordi di un’epoca che ormai non è più. Vogliamo menzionare, infine, le varie feste religiose, con annesse
manifestazioni folkloristiche e di sano divertimento, che arricchiscono il
cuore, la mente e l’anima dei partecipanti per la generale e reale comunione
spirituale che riescono a stabilire tra i diversi membri della comunità che,
anche in questo modo, esprimono ed affermano uno stile di vita di carattere
sacro, affine, se non identico, a quello della terra di provenienza. Ci piace citare, in particolare, la festa della protettrice santa Restituta,
della Madonna della Figura, di san Rocco, di san Giuliano e di san Gabriele
dell’Addolorata. Da queste brevi note risulta evidente che esiste un’altra Sora a Toronto,
in Canada, che vive e pullula, che lavora e sa farsi valere, che ricorda il
passato e guarda all’avvenire, esuberante di calore umano, di sentimenti, di
nostalgia e ricca di fermenti e di valori cristiani autentici che ha ereditato
dagli antenati e vuole trasmettere integri alle future generazioni. Telos |
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