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Scuole

è superfluo fare un elenco di scuole, che risulterà per il lettore noioso ed inutile, visto che può leggerlo sull’elenco telefonico; si intende invece fare un’analisi delle istituzioni scolastiche della nostra città. Ed in second’ordine, passare in rapida rassegna le principali scuole medie cittadine, nelle quali volenterosi discenti imparano da preparatissimi docenti di lunga esperienza.

In queste scuole, luminose lanterne del futuro, troviamo una grande marea di ragazzi aspiranti al sapere, capaci, volenterosi, desiderosi di bere alla fontana della sapienza. Dall’altro lato della cattedra insegnanti validi e capaci, che spesso si sono in gioventù appressati alla fontana della conoscenza nelle medesime scuole nelle quali ora spezzano ai giovani il pane della scienza.

Queste istituzioni sono i fari della civiltà, capsule piene di semi dai quali spunterà un futuro migliore e più saggio per Sora e le zone vicine; è ovvio infatti che alle nostre scuole è legato il nostro futuro, ed esso si svilupperà in base alla formazione impartita ai discenti.

L’istituzione scolastica, infatti, deve provvedere alla formazione, negli alunni, di una struttura mentale capace di affrontare, analizzare e risolvere problemi e di assimilare il nuovo sapere con criteri logici e con metodologie che permettano le connessioni interdisciplinari.

Lo studio delle materie deve fornire all’allievo un’impostazione metodologica e razionale perché siamo sempre più protagonisti di una situazione culturale e professionale in continua e rapida evoluzione, e dobbiamo proporci come parte attiva e dinamica del progresso della società moderna. Questi sono obiettivi primari per formare uomini razionali, pronti a ricevere ed elaborare stimoli esterni, capaci di dare il loro contributo intellettivo all’avanzamento della civiltà e delle scienze.

In fondo, l’intelligenza è la capacità di affrontare e risolvere problemi, e la genialità è la capacità di risolverli in maniera sorprendente e razionale.

Le scuole sono poste in ordine alfabetico.

Medie Inferiori

Amedeo Carnevale: si trova nel Palazzo degli Studi, in via Trieste 10, con sezione staccata in via Marconi.

Giuseppe Mazzini: nel palazzo Leonetti, in via Michele Biancale, ultima in ordine di istituzione.

Giuseppe Rosati: nel Palazzo degli Studi, in lungoliri Vincenzo Simoncelli, con sezione staccata nella frazione di Carnello, in via Madonna della Stella.

Scuola Media nell’Istituto Santa Giovanna Antida, in lungoliri Vincenzo Simoncelli.

Medie Superiori

Istituto Magistrale Statale "Vincenzo Gioberti" in via Spinelle.

Nuova e modernissima costruzione in cui giovani, principalmente ragazze, frequentano il quadriennio sostenendo alla fine l’esame di maturità; dopo averlo superato, conseguono il diploma che le avvia sulla strada dell’insegnamento nella scuola materna ed elementare, o che fa iniziare loro la carriera universitaria in qualche corso di laurea che sia in linea col percorso di studi seguito. Per poter accedere a tutte le facoltà universitarie devono frequentare l’anno integrativo.

Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali "Luigi Einaudi" (Segretari d’Azienda): in viale San Domenico (Palazzo Iafrate), la scuola prepara personale qualificatissimo specializzato nello svolgimento di delicate mansioni negli uffici delle aziende; infatti nell’Istituto si insegnano lingue estere, si insegna ad usare le macchine per la contabilità computerizzata e tutto quanto può risultare utile nella professione futura.

Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato "Giustiniano Nicolucci", in via Bruno Buozzi; ha il compito di fornire un’istruzione indirizzata anche ai rami della tecnica moderna, soprattutto all’elettronica ed all’elettrotecnica, con lezioni applicative ed ausili didattici costituiti da modernissime apparecchiature.

Istituto Statale d’Arte "Antonio Valente" in via Michele Biancale, Palazzo Leonetti. Valida scuola dove gli studenti possono dare sfogo alla loro creatività ed alla loro sensibilità artistica, e contemporaneamente acquisire un notevole bagaglio culturale; dopo il conseguimento del diploma, si possono proseguire gli studi in ambito universitario e presso l’Accademia di Belle Arti.

Istituto Tecnico Femminile Statale: in via Trieste, 4; molto frequentato l’indirizzo biologico-sanitario.

Istituto Tecnico Statale Commerciale "Cesare Baronio": in una modernissima costruzione, al numero 1 di via Ludovico Ariosto.

Nato come Istituto Tecnico nel 1921, regificato nel 1925 su richiesta del podestà Annibale Petricca; per alcuni anni è stato l’unico Istituto Tecnico della Provincia e, prima della sua istituzione, un giovane che avesse voluto diventare geometra o ragioniere, avrebbe dovuto recarsi a L’Aquila, Caserta o Velletri.

In questa scuola ha studiato anche l’alvitano Antonio Fazio diplomatosi assistente tecnico (geometra) nel 1954 e divenuto l’attuale Governatore della Banca d’Italia.

In seguito l’Istituzione si è suddivisa in Istituto Tecnico Statale Commerciale "Cesare Baronio" ed Istituto Tecnico Statale per Geometri intitolato al grande progettista Pier Luigi Nervi. Nell’Istituto Tecnico Statale Commerciale è attivato anche l’indirizzo "Ragionieri Programmatori".

Istituto Tecnico Statale per Geometri "Pier Luigi Nervi"; se n’è appena parlato, nel paragrafo precedente; si trova in viale San Domenico e da esso dipende la sezione staccata, con indirizzo commerciale, a Ponte Melfa (Atina Inferiore).

Fino a qualche anno fa, essa dipendeva dall’Istituto "Cesare Baronio", ma in seguito è stata unita all’Istituto "Pier Luigi Nervi" poiché quest’ultimo aveva un numero inferiore di studenti.

Liceo Ginnasio Statale "Vincenzo Simoncelli", nel Palazzo degli Studi, in lungoliri Vincenzo Simoncelli. Creato dopo il secondo conflitto mondiale, ha attivato recentemente corsi sperimentali che prevedono, oltre alle lezioni normali, anche lo studio di altre materie (diritto, economia) ritenute importanti con l’evoluzione dei tempi.

Liceo Scientifico Statale "Leonardo da Vinci" in viale San Domenico; nato nell’anno scolastico 1969-1970 soltanto con le prime due classi, come sezione staccata del Liceo Scientifico Statale "G. Sulpicio" di Veroli, si è poi reso autonomo.

Centri di formazione professionale

E.S.E.F., Ente Scuola Edile Frosinone, con sede a Sora, in via Chiesa Nuova; organizza corsi di formazione professionale nell’ambito dell’edilizia.

Centro regionale di formazione professionale "Regione Lazio", in viale San Domenico, 23: il centro ha iniziato la sua attività il primo ottobre 1963 e ha recato notevoli vantaggi ai giovani di Sora e delle zone limitrofe, in quanto ha permesso loro di conseguire una qualifica utilissima per un migliore inserimento nel mondo del lavoro; oltre ai corsi di meccanica, di elettronica e di elettrotecnica, ultimamente ne ha attivati altri, più attuali ed al passo con i tempi: corso per operatori, corso per programmatori e corso di grafica, che preparano alla rivoluzione informatica che sta cambiando la vita dell’uomo.

Corsi Universitari

Diploma Universitario in Scienze Infermieristiche: dipendente dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Tor Vergata (Seconda Università di Roma). I diplomi universitari (definiti impropriamente "lauree brevi"), hanno avuto in Italia un forte sviluppo ultimamente perché la nostra nazione ha dovuto adeguarsi alla Comunità Economica Europea, all’interno della quale l’istituzione del diploma universitario è una realtà consolidata.

Si prevede l’istituzione di qualche altro corso in tempi non lontani. Un rimpianto va sicuramente alla Libera Facoltà di Medicina e Chirurgia, che, pur dipendendo dall’Università "La Sapienza" di Roma, aveva sede a Sora; questa creatura scientifica è nata e morta negli anni settanta, senza che si consolidasse, ha avuto una vita brevissima.

Un sentito ringraziamento va tributato dai Sorani agli esponenti del clero cittadino, che nel passato si sono prodigati per istruire, educare ed insegnare, in tempi diversi dai nostri, nei quali le scuole, soprattutto quelle superiori, non esistevano affatto. Questi preti hanno illuminato il loro prossimo con la fiaccola del sapere e lo hanno rischiarato con la luce dell’istruzione; ricordiamo per il loro immenso ed impagabile contributo, che ha formato intere generazioni di professionisti, due figure esemplari: Amedeo e Luigi Carnevale.

Questo lodevole lavoro continua, affiancato alla scuola pubblica: ne è un fulgido esempio l’Istituto "Santa Giovanna Antida". Non dimentichiamo poi "Villa Angelina", che in passato, prima dell’istituzione delle Scuole Classiche nella nostra città, ha preparato generazioni di professionisti per metterli in grado di proseguire gli studi in ambito universitario.

Parliamo ora di insigni personaggi della nostra zona ai quali non sono stati intitolati luoghi, vie o piazze, bensì scuole, templi della sapienza, culle della cultura e della scienza, dove vengono temprate le nuove leve per l’avanzamento del progresso e della civiltà umana:

1) Giustiniano Nicolucci: nacque ad Isola del Liri il 12 marzo 1819; fu un grande studioso ed un illustre docente di Scienze Etnologiche ed Antropologiche presso l’Università degli Studi di Napoli; soprattutto nella seconda metà del secolo scorso si occupò sistematicamente di studiare i reperti trovati nelle nostre zone e di leggere, in quei pochi grammi, e con la sua grande preparazione, la preistoria, il passato, le origini delle nostre contrade.

Numerose le sue pubblicazioni, sulla grotta Còla nei pressi delle sorgenti del Liri e su ritrovamenti, avvenuti in zona, di crani ed oggetti preistorici. Il Nicolucci lasciò questo mondo il 15 giugno 1904 nella città natale.

2) Achille Lauri: gli è stata intitolata, il 5 giugno 1982, la scuola elementare nel rione "Santa Maria".

Il Lauri, di nobil prosapia, nacque a Sora, il 24 agosto 1884; studiò nel Seminario cittadino e poi esercitò svariati mestieri. Cominciò ad insegnare a Caserta e poi a Sora, per 43 anni, nelle scuole elementari. Instancabile studioso, autore di un centinaio di scritti, fra monografie, articoli e saggi. Fu Ispettore Onorario ai Monumenti, Antichità e Belle Arti e l’organizzatore ed il direttore del Museo Archeologico di Sora. E proprio nella nostra città, il Lauri andò a Patrasso, l’11 aprile 1965.

3) Arduino Carbone: gli è stata intitolata, nel 1983, la più antica scuola elementare di Sora, in via Dante Alighieri.

Il Carbone nacque a Posta Fibreno il 27 febbraio 1913. Fu Direttore Didattico del I° Circolo di Sora, valente giornalista, appassionato ricercatore delle memorie patrie, tanto da meritare il Premio per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Fu anche Ispettore Onorario per i Monumenti e le Antichità, e pubblicò monografie, saggi, articoli, anche se la sua opera più famosa rimane "La Città di Sora", Tipografia dell’Abbazia di Casamari, 1970.

Biotelìa lo colse, nella città natale, il 26 ottobre 1975.

4) Giuseppe Ruggeri: gli è stata intitolata la scuola elementare in via Carlo Pisacane. Il Ruggeri è stato un famoso educatore sorano, sindaco della nostra città nel periodo 1963-1964.

Sono state inoltre intitolate scuole medie inferiori a Giuseppe Rosati ed Amedeo Carnevale, il Liceo Ginnasio Statale a Vincenzo Simoncelli, l’Istituto Statale d’Arte ad Antonio Valente e l’Istituto Tecnico Statale Commerciale a Cesare Baronio, ma di queste personalità abbiamo già parlato nella sezione dei toponimi, in quanto a loro sono state intitolate anche vie, piazze, parchi e lungoliri.

Ricerca genealogica

Alla luce di quanto è stato esposto a proposito degli Archivi parrocchiali, ora si vogliono tracciare per grandi linee le procedure per una ricerca generazionale, per ricostruire l’ambìto albero genealogico; è un’operazione che affascina tutti, desiderosi di conoscere le proprie origini e speranzosi di trovarvi qualche personaggio importante o di appartenere a qualche nobile casato.

Alcune precisazioni: si può partire dagli ultimi antenati dei quali si avevano dati precisi, e poi andare indietro nel tempo; io sono partito dal padre per completezza esplicativa; la procedura può essere estesa dagli antenati alle antenate; la ricerca difficilmente si fermerà a Sora, chiaramente potrà anche spostarsi in altre città, in quanto è difficile che per parecchi secoli una persona ed i suoi discendenti siano sempre vissuti a Sora ed abbiano avuto legami soltanto con persone comportatesi alla stessa maniera; pertanto sarà necessario visitare ripetutamente i vari Archivi parrocchiali della nostra città e di altre; ma se si considera che il costo di una ricerca genealogica si aggira sui cinque milioni, ci si renderà conto che è meglio agire autonomamente, anche se con meno esperienza.

La procedura è la seguente: bisogna fondare la ricerca su documenti storici, che possono essere:

1) Atti dello Stato Civile, che sono i più completi, ma purtroppo coprono un intervallo temporale non molto esteso;

2) Atti di natura civile, in particolare atti notarili, che possono risalire anche ad epoche assai antiche, ma non esistono sempre;

3) Atti parrocchiali: decorrono da epoche assai antiche e sono una documentazione omogenea su tutto il territorio nazionale per almeno 400 anni, e sarà bene fondare su questi documenti la nostra indagine.

Stabilite le fonti da utilizzare, diciamo come effettuare la ricerca. Con i registri parrocchiali, bisogna partire dall’Atto di Battesimo di nostro padre; ottenibile sapendo il suo preciso luogo di nascita, il quartiere o la contrada dove abitava con la famiglia e risalendo alla Parrocchia relativa a quel territorio; però non basta che sia territorialmente relativa oggi, doveva esserlo soprattutto ai tempi del Battesimo.

Ottenuto l’Atto di Battesimo, veniamo in possesso di due importanti dati: i nomi dei nostri nonni (paterni).

Di essi dobbiamo rintracciare il Certificato di Matrimonio; in questo passaggio bisogna tenere conto del fatto che i matrimoni venivano celebrati nel luogo di residenza della sposa e quindi nella parrocchia relativa a quella zona; ed è qui che dovremo recarci per il Certificato di Matrimonio; dopo averlo ottenuto, potremo leggere un nuovo dato, il nome del nostro bisnonno, riportato come padre dello sposo. Adesso abbiamo bisogno dell’Atto di Morte di nostro nonno, ottenibile conoscendo la data del trapasso e la parrocchia dove si svolse il funerale. Sul documento troveremo i dati della moglie, nostra nonna paterna, e così potremo anche esercitare una funzione di controllo. Sull’Atto troveremo anche l’età del defunto e l’anno di dipartita, ed avendo già ottenuto anche il suo nome e quello del padre, saremo in possesso delle chiavi necessarie per risalire all’Atto di Battesimo di nostro nonno, sul quale troveremo, oltre al nome ed alla data di nascita, anche i nomi dei nostri bisnonni (paterni), ottenendo un’ulteriore conferma.

E ciclicamente la procedura si ripete, per risalire di un’altra generazione.

Per gli atti dello Stato Civile, bisogna muoversi nell’ambito degli archivi comunali.

Per quanto riguarda gli atti notarili, possiamo partire da quelli in nostro possesso e proseguire tramite gli archivi dei notai ancora vivi, ma soprattutto attraverso l’Archivio Notarile Distrettuale di Cassino, che conserva i rogiti redatti dai notai passati a miglior vita. Per ottenere i dati necessari per muoversi tra gli atti notarili, ci si può avvalere anche dell’Ufficio Tecnico Erariale: fornendo gli identificativi catastali di un immobile, foglio, mappale e suddivisione, oppure le generalità del proprietario, si ottiene una consultazione per partita attuale, ricca di dati riguardanti l’atto notarile concernente l’immobile.

La ricerca prospettata non è difficile, per ottenere i pochi dati iniziali necessari possiamo servirci dell’Ufficio Anagrafe; procedura estremamente più semplice è quella di servirci delle lapidi nel sepolcreto, soprattutto degli ossari, sui quali sicuramente possiamo leggere la data della dipartita e ricavarci in maniera semplicissima la data delle esequie.

Sia con l’Ufficio Anagrafe sia con le pietre tombali non andremo molto lontano nel tempo, ma potremo sicuramente avvantaggiarci nei primi passi dell’indagine.

Bisogna stare attenti al fatto che i nostri antenati possono, soprattutto per il matrimonio, aver scelto una chiesa o una parrocchia diversa da quella di appartenenza della sposa, anche se, in fondo, prima la gente non aveva tante possibilità, come adesso, di operare queste scelte, poiché la vita era meno confortevole.

Sora-Liri

Sora è intimamente legata al suo fiume, che in prossimità del centro urbano forma un meandro, quasi abbracciando la nostra città. Ma il rapporto tra la gente ed il corso d’acqua è profondamente cambiato in questi secoli.

Dapprima il fiume costituiva un riparo dai nemici, le sue limpide acque venivano prelevate per gli usi domestici, bambini e ragazzi nuotavano e si divertivano nel corso d’acqua; inoltre le lavandaie, soprattutto sul greto sotto il muraglione dell’attuale lungoliri Giuseppe Rosati, facevano il bucato ed i contadini lavavano la gramigna raccolta nei campi e destinata all’alimentazione animale, soprattutto equina.

Inoltre l’acqua del fiume, tramite il leggendario "rotone", veniva utilizzata per irrigare i campi e la forza idraulica della corrente azionava i mulini per macinare i cereali. Vi era chi voleva risiedere lontano dal fiume, come le grandi famiglie sorane, che si costruirono le loro residenze nel rione Pianello, al riparo da eventuali straripamenti del corso d’acqua.

Invece il rione Cittadella si sviluppò abbastanza vicino al fiume, per la rapidità dell’approvvigionamento idrico.

L’unico svantaggio del Liri è stato nei secoli la sua irregolare portata; d’inverno, molta acqua, dovuta alle alluvioni, e che è assai sporca per le molte particelle in sospensione; d’estate si ha una portata ridottissima.

Questa caratteristica alternanza ha ostacolato lo sviluppo industriale del centro, sviluppo che, per le attività bisognose d’acqua, si è concretizzato nella zona meridionale di Sora.

Qui infatti abbiamo il Fibreno, che offre acqua limpida ed abbondante in tutti i periodi dell’anno. Qui nel XV secolo cominciarono le prime attività di produzione cartaria, introdotte dai maestri fabrianesi, specialisti in quest’attività.

Ai nostri giorni il Liri idroxantoforo è assai sfruttato per l’irrigazione agricola; una gigantesca diga ne ha sbarrato il corso, in contrada Valfrancesca, incanalando l’acqua verso le contrade periferiche, bisognose di acqua, perché fitte di appezzamenti destinati a coltivazioni agricole; l’anacronistico "rotone" ha quindi ceduto il passo ad impieghi ben più vasti delle acque lirinati.

Nella Valle Roveto il serpente liquido viene sfruttato per animare le centrali idroelettriche di Canistro, Morino e Balsorano; per le loro esigenze l’acqua del Liri viene incanalata quasi alla sorgente e poi restituita man mano che viene utilizzata.

Ciò ha reso quasi impossibile gli usi antichi dei valligiani che utillizzavano il flusso liquido per l’abbeveraggio del bestiame e per l’irrigazione poderale. In più l’agricoltura e l’allevamento sono entrati in crisi.

Le conseguenze sono facilmente intuibili; i poderani hanno dovuto cambiare mestiere, inserendosi soprattutto nel settore edilizio.

Una volta per i loro antenati il nastro d’acqua era un mezzo di difesa che frenava il nemico, mentre loro se ne stavano sulle alture; per i valligiani oggi il Liri, invece, è un ricordo da portare nel loro cuore, quando, per motivi di lavoro, sono costretti a spostarsi in altre città.

Oggi tra i Sorani ed il Liri idrocrisoforo esiste una sorta di rapporto di odio e di amore, di paura e di passione.

Quando il Liri fluisce dolcemente ritempra lo spirito dei Sorani, ma quando scorre impetuoso è temuto e provoca danni con la sua fiumana devastatrice, soprattutto nelle contrade Salceto e Tófaro.

Perché accade questo?

Il ponte di Napoli si trova ad un’altitudine di circa 284 metri ed il ponte San Domenico a circa 270 metri; quindi il dislivello risultante è di circa 14 metri. Il percorso tra i due ponti è molto lungo, perché sinuoso, con molti meandri; per cui la pendenza risultante è di circa 3 m/Km . Le anse favoriscono il rigurgito dell’ondata idrica, quindi, rettificando alcuni tratti del corso del fiume, si favorirebbe il deflusso idrico; inoltre si ridurrebbe la lunghezza del percorso, e conseguentemente aumenterebbe il dislivello.

Affinché questo aumento di pendenza si traduca effettivamente in un incremento della velocità di deflusso, si dovrebbero eliminare molteplici ostacoli e risolvere svariati problemi, perché la situazione è complessa e vi entrano in gioco tanti fattori; per qualsiasi intervento, si incontrerebbe l’ostilità dei proprietari dei poderi lungo le rive, anche se i terreni utilizzati verrebbero scambiati con altri; poi l’esistenza dello sbarramento fisso lungo il fiume all’interno dell’ex Cartiera Boimond, di cui si parlerà tra poco; lo sbarramento vanificherebbe questo lavoro, per cui è necessario affrontare diversamente la situazione e risolvere i vari problemi che concorrono a creare il drammatico quadro.

Alcuni tratti degli argini sono danneggiati ed andrebbero opportunamente risistemati; inoltre il Liri trasporta in sospensione una grande quantità di detriti e rifiuti che si depositano nel letto; un’intelligente azione di dragaggio dovrebbe provvedere alla rimozione di questi detriti, che alzano il letto del fiume; e rimossi andrebbero anche gli ostacoli che si oppongono al deflusso delle acque, alberi ed arbusti posti lungo le rive che invadono l’alveo del Liri.

Allargare le sponde dopo la sistemazione degli argini non è fattibile anche se aumenterebbe il volume dell’alveo e la quantità d’acqua che può esservi contenuta. Il problema è aggravato dalla presenza di uno sbarramento fisso sul corso d’acqua, all’interno dell’ex Cartiera Boimond; lo sbarramento regolava il flusso delle acque lirinati per alimentare la cartiera, ormai chiusa; ed ora purtroppo fa alzare il livello del Liri in maniera molto consistente, con conseguenze intuibili e a detrimento soprattutto della contrada Barca San Domenico. Eliminare quella diga o sostituirla con una mobile, da aprire nell’eventualità di una fiumana, non sono soluzioni molto sagge; soprattutto nel secondo caso si procurerebbe un disastro ad Isola del Liri, per il brusco aumento della portata idrica.

Sicuramente la situazione migliorerebbe se venisse completato il canale scolmatore, che parte dalle pendici della collina di San Sebastiano e sfocia nella periferia di Isola del Liri, in località San Paolo. Lo scolmatore, per il quale sono stati spesi una ventina di miliardi, è rimasto incompiuto; se venisse ultimato esplicherebbe un’efficace ed intelligente azione ed un’importante funzione di by-pass; infatti parte delle acque del Liri, quelle in eccesso, invece di defluire lungo il percorso del fiume verrebbero convogliate dallo scolmatore verso la località San Paolo, dove il letto è abbastanza profondo e defluirebbero così più celermente e senza danni.

Quale prospettiva per il futuro?

Siamo alle soglie del terzo millennio! Il tempo avanza, e Sora? Essa continua a vivere, fiera della sua millenaria storia, anche se con piccoli problemi che però vengono sistematicamente risolti dai nostri validi amministratori, indiscussi e carismatici moderatori ed intelligenti e preparati propulsori dell’intera attività comunale.

Essi sono:

Il Sindaco: Ragioniere Enzo Di Stefano

Il Vicesindaco ed Assessore agli affari generali, commercio, servizi demografici e personale: Avvocato Raffaele Monaco

Assessore ai lavori pubblici: Signor Rocco Aprile

Assessore alla cultura, pubblica istruzione e servizi sociali: Ragioniere Rodolfo Sperduti

Assessore al bilancio e tributi: Dottor Angelo Carlesimo

Assessore all’urbanistica: Ingegner Renato Morganti

A Toronto c’è un’altra Sora

è vero. Esiste un’altra Sora: in Canada, a Toronto, a circa settemila chilometri di distanza dalla cittadina laziale, adagiata ai piedi della collina della Madonna delle Grazie. Nella metropoli canadese, infatti, vivono più di diecimila sorani che, con il loro lavoro, i loro sacrifici ed il loro impegno costante e generoso, hanno dato un contributo rilevante allo sviluppo dell’economia, della cultura e della civiltà di quell’immensa ed ospitale nazione. Tutti si sentono, per nascita o per adozione, cittadini a pieno titolo del nuovo paese, ma, nello stesso tempo, la "soranità" insita ed incancellabile in ciascuno di essi fa sì che la nostalgia più o meno latente, ma sempre intensa, affiori di tanto in tanto e che il "mal di lontananza" si manifesti in diversi modi.

Questo spirito di profonda e ricca umanità che unisce i sorani del Canada alla terra di origine ha promosso iniziative di ogni genere che forse non trovano riscontro in altre parti del mondo. Molti anni fa è nato il SORA CLUB di Toronto che, animato da un vero bisogno di fraternità e solidarietà, continua a promuovere una cooperazione ammirevole che si esprime concretamente in attivi interventi umanitari, assistenziali e caritativi in varie maniere articolati, sia in Italia che in Canada, a favore di persone colpite da dolorose avversità o vittime di calamità naturali. Il legame, inoltre, tra la madrepatria ed il Canada è tenuto vivo dalle periodiche e reciproche visite che personalità, semplici cittadini, gruppi organizzati, associazioni e delegazioni si scambiano in un clima di amicizia, entusiasmo, affetto e simpatia. Tutto ciò rinsalda maggiormente la comprensione e la stima tra le due comunità così distanti tra di loro, eppure così vicine nella ricerca del bene comune e nel desiderio di una chiara promozione umana e sociale, sia in chiave personale che collettiva. Numerose sono poi le attività, a carattere culturale e religioso, atte a risvegliare, nei sorani residenti in Canada, il senso di appartenenza alla terra di origine ed a favorire la doverosa presa di coscienza di tenere alto il buon nome ed il prestigio di Sora. Come non ricordare, a riguardo, la pubblicazione, in dialetto sorano, di raccolte poetiche che descrivono la vita, i tipi caratteristici, gli aspetti curiosi, ma significativi, di una Sora ormai scomparsa, ma che resterà sempre impressa nel cuore di tutti, perché parte integrante delle radici e della storia dei "canadesi"? Così pure molto importante si è rivelata la "Mostra delle memorie sorane", allestita a Toronto, ammirata da tanti visitatori che spesso non hanno potuto celare la loro commozione davanti ai ricordi di un’epoca che ormai non è più.

Vogliamo menzionare, infine, le varie feste religiose, con annesse manifestazioni folkloristiche e di sano divertimento, che arricchiscono il cuore, la mente e l’anima dei partecipanti per la generale e reale comunione spirituale che riescono a stabilire tra i diversi membri della comunità che, anche in questo modo, esprimono ed affermano uno stile di vita di carattere sacro, affine, se non identico, a quello della terra di provenienza.

Ci piace citare, in particolare, la festa della protettrice santa Restituta, della Madonna della Figura, di san Rocco, di san Giuliano e di san Gabriele dell’Addolorata.

Da queste brevi note risulta evidente che esiste un’altra Sora a Toronto, in Canada, che vive e pullula, che lavora e sa farsi valere, che ricorda il passato e guarda all’avvenire, esuberante di calore umano, di sentimenti, di nostalgia e ricca di fermenti e di valori cristiani autentici che ha ereditato dagli antenati e vuole trasmettere integri alle future generazioni.

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